Posted on 23 Agosto, 2009 by iomeneandrei
Mi ero messo da parte questo video circa sei mesi fa, ed oggi sono riuscito a guardarlo. E’ un piccolo documentario che racconta la fine della “storia” di un giornale del Colorado (USA): il Rocky Mountain News.
E’ uno storia triste, che emoziona e sorprende. Si trattava di un giornale molto amato dalla comunità, ma il cui modello di business non ha retto i cambiamenti di questi ultimi anni (compresa la crisi economica attuale).
Ci sono le belle facce dei lavoratori di questo giornale, gli occhi tristi, le scrivanie piene, i block notes e le penne, e la carta. Un giornale di carta che muore, è più di un insuccesso finanziario.
Buona visione.
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Posted on 17 Luglio, 2009 by valeriacristina
Posted on 17 Luglio, 2009 by iomeneandrei
Posted on 8 Luglio, 2009 by valeriacristina

Io amo le recensioni, le leggo, cerco di capire se un libro possa piacermi e mi fiondo in libreria ad annusare l’oggetto dei miei desideri (ebbene sì, sono una che annusa il libro … cosa poi senta, questa è un’altra storia!). E’ quello che ho fatto circa un mese fa, essendomi incuriosita per una recensione trovata su un giornale. Ho preso il libro e ho aperto a caso delle pagine … e non è stato amore a prima vista! Ho continuato a guardare pezzi, leggiucchiato un poco di qua e un poco di là e più cercavo di farmelo piacere, più mi ritrovavo convinta che non avrei mai pagato un soldo per quel libro. La delusione è stata enorme, non so se perché basata su una recensione scritta certamente per accattivare e quindi priva di fondamento e per questo foriera di delusioni, oppure perché il genere non era il mio.
Sta di fatto che non volevo assolutamente uscire dalla libreria senza un libro, un libro che mi convincesse. Il reparto novità è una trappola mortale: le quarte di copertina sono piene di entusiasmo, le seconde di copertina pretendono di sviscerare le storie come neanche gli autori saprebbero fare (e in alcuni casi chi le scrive vede fili conduttori che nelle storie non ci sono). E così tra un sopracciglio esterrefatto per le quarte di copertina, e la faccia sempre più triste e sconsolata immersa in parole che per me non formavano frasi accattivanti, mi sono imbattuta in Una testa selvatica. Ho aperto a caso e ho iniziato a leggere, ho riaperto a caso e ho iniziato ad entrare nel libro, a sedermi accanto ai personaggi, a immaginarmeli. Il passo verso la cassa è stato un evento naturale.
Ho iniziato la lettura la sera stessa e mi sono appassionata alla scrittura, alla scelta delle parole, a delle frasi che erano belle per la loro semplicità. Rapita dalla lettura come non mi capitava da tempo, ho continuato a desiderare il momento in cui avrei avuto tra le mani le pagine del libro, e sono andata avanti per qualche giorno, finché non ho realizzato che lo avrei finito in una settimana. Ma io non volevo che finisse, volevo gustarlo a lungo, iterare per giorni quelle parole, quelle frasi, le immagini che affioravano alla superficie della mia mente, non volevo rinunciare al film che giravo ogni sera leggendo quel libro. Ho iniziato a centellinarmelo, come un buon vino, poche pagine ogni sera, anche se poi magari sapevo che non avrei preso sonno subito, nell’attesa dell’arrivo di Morfeo, continuavo a ripercorre le pagine lette … ho impiegato più di venti giorni per leggere centottantanove pagine.
Una follia, potremmo dire, ma una gran bella follia!
Buona lettura a tutti.
Marie-Sabine Roger
Una testa selvatica,
trad. Francesco Bruni
Ponte alle Grazie
Pagg. 189, 13 euro
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Posted on 4 Giugno, 2009 by iomeneandrei
In una fascia di età intorno ai 15 anni mi sono sentito immortale, ed in questa foto sarei stato sicuramente quello al centro: il professionista. Gli altri due (io so a chi associarli) avevano il mio stesso delirio di onnipotenza. Era salute, spensieratezza, un pizzico di incoscienza, e la forza di un legame che auguro a tutti di avere prima o poi nella vita.
Oggi che sono mortale e vincibile avevo bisogno di farmi una “pista” di flashback, e mi sento molto meglio.
Dedico questo post, agli altri due: il genio e lo specialista.
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Posted on 5 Maggio, 2009 by Gerlando
Il piccolo Milaus è cresciuto e adesso guida “il quotidiano” economico italiano per eccellenza e lo fa con il consenso di un buon 81,5% del Comitato di redazione. Bravi quelli del Comitato: bravi, bravi, bravi.
All’inizio, lo confesso, ho pensato un po’ come Di Pietro: “… ma questo qui che ci azzecca?…“, poi però il Comitato mi ha convinto: “noi che ch’abbiamo meno del Tg1?”.
Milaus non è che era contentissimo (” io che ci azzecco qui? “), però sai com’è…
Comunque lo stile lo si vede subito dalla prima pagina:

Che sono tutte ste cose di economia? Sciò, Sciò… Bisogna fare le cose per bene, e occuparsi di cose importanti, come la tradizione de il Sole 24ore vuole, e quindi:
“Un uomo divertito e a suo agio che passa da un tavolo all’altro concedendo una sorriso a tutti. Così appare il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, nelle foto …“
La festa di compleanno di Noemi Letizia
Veronica sceglie l’avvocato di Beppino Englaro
VISTI DA LONTANO / Dimenticate Lady D e Charles, ora litigano Veronica e Silvio (di Elysa Fazzino)
La famiglia Berlusconi: un impero da 6 miliardi di euro
(di Simone Filippetti e Marigia Mangano)
Il divorzio Berlusconi-Lario sui siti stranieri
Berlusconi-Lario, l’album di famiglia
SONDAGGIO / Cosa ne pensi?
Commenta la notizia
Cavolo, penso, neanche “Chi” di Signorini farebbe meglio.
Bravo Milaus, ce l’hai fatta, questo è il tuo stile per il quale gli italiani ti amano, così si fa!
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Posted on 23 Aprile, 2009 by Gerlando
Posted on 10 Aprile, 2009 by Gerlando
Posted on 7 Aprile, 2009 by Gerlando
Posted on 3 Aprile, 2009 by iomeneandrei
Lui è come l’era glaciale, prima o poi arriva. Ci vuole tempo, ma è inesorabile e preciso. E poi è bravo.
Sei io dico ping, lui dice pong, sei io dico “poteto” lui dice ancora “poteto” (con l’inglese ha difficoltà), ma se gli segnalo un’estensione per firefox che non serve a nulla, gli cominciano a prudere le mani e quell’estensione la deve fare sua!!!
E’ uno bravo, che non lascia le cose indietro, che cerca di tenere la “tela” delle nostre conversazioni sempra tesa. E per questo lo stimo profondamente.
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