Francesco Guaiana – “Pensieri densi“
Clouds in motion – 2007
Ciccio (Francesco Guaiana) è una persona a cui sono molto legato, che ho incontrato “tardi” nella mia vita. Ci conosciamo da 20 anni, ma nella prima decina non ci siamo incrociati molto spesso. Nella seconda, quasi per caso, abbiamo scoperto di avere voglia di conoscerci. Lo stimo molto per le sue scelte professionali e per la passione che mette nel suo mestiere. Ha da poco inciso questo suo nuovo cd, e mi piace molto.
Ha seguito la tendenza e si è aperto uno spazio su myspace, dove potrete sentire per esteso 4 brani (tra cui quello di sopra, che vale la pena di ascoltare sino in fondo).
Il 7 marzo suona ai Candelai a Palermo: ci andiamo?
P.S. di myspace vi parlerò un’altra volta.
Archiviato in : Musikanten Messo il tag: | Amici, chitarra, musica, web 2.0







E’ con grande piacere che ascolto questo brano di Francesco “Ciccio” Guaiana.
Ero rimasto alle sue scorribande con la Bubba’s Band ed alle improvvisazioni jazzistiche.
Invece questo brano segna una vera novità sonora per il suo sviluppo artistico (rispetto, ovviamente ai miei ricordi).
Il connubio fra un suono, per così dire, “pulito” della chitarra, unito ad linea melodica degna del miglior stoner rock, rende il brano estremamente significativo. Siamo stati abituati a riff saturi di distorsione e overdrive (e quant’altri effetti), tanto da perdere il gusto per la linea melodico/armonica per concentrarci invece più sulla natura del suono.
Mi sembra di riscoprire in questo brano, ma è solo un sentimento personale, le sonorità del Blues rimaneggiate attraverso l’esperienza di gruppi come Kyuss, Monster Magnet, Solace, Tool e direi senza voler compiacere Iccudrac (lo dico perché ci credo davvero), anche Kai’ckul (che ritengo fra i gruppi più innovativi che Palermo abbia mai avuto).
Il brano mi sembra dotato di una personalità ben definita nella quale si mescolano diverse esperienze musicali, senza, tuttavia, trasformarsi in quelle masse informi, (che io detesto, se non l’avete capito) della contaminazione sonora in cui tutto diventa un pretesto per ammucchiare, senza il benchè minimo ragionamento critico, stili e generi.
Questo brano, nella sua essenza, mi appare chiaro, lineare, come dire… denso
Il tocco chitarristico di Francesco, poi, è impeccabile e, per di più, non mi aspettavo, per così dire, un groove, un “assetto da guerra” così ben marcato.
Che dire, davvero complimenti e ci vediamo il 7 marzo.