It’s a hard Job(s)

kill

Consideriamo la faccenda da una diversa prospettiva.

Tutto quello che c’era da dire sulle scelte economiche e di mercato, sui brevetti bloccati e le strategie di marketing a proposito dello scontro Micorsoft – Apple, è stato già ampiamente detto e più volte ripetuto.

A parte la singolarità dello scontro (a molti sembra sia sfuggito che la Apple sia una costruttrice anche di hardware, mentre la Microsoft produce esclusivamente software) rimane un aspetto rilevante, non trascurabile, e nient’affatto ironico:

i sistemi windows educano.

Non conosco essere umano che abbia avuto a che fare con i pc, dal più esperto (e sto parlando di fior di ingegneri informatici o elettronici, ma soprattutto dei veri esperti, ovvero gli smanettoni di età compresa fra i 11, 12 anni a scendere), dicevo non conosco individuo che, lavorando con un pc, non abbia incontrato un problema allucinante da risolvere. Ribadisco: problema allucinante.

Il modem non funziona, ad esempio.

Prima funzionava correttamente, da un giorno all’altro, senza nessun preavviso, senza alcuna apparente motivazione logica, ma soprattutto senza alcun nesso eziologico evidente, il modem non dà più alcun segno di vita.

Se poi siete degli esperti di computer, ecco, se chi legge è uno di quei sacerdoti, che si tolga dal volto quel sorriso ironico. “Chissà cosa avrà combinato…” è questo il pensiero che vi massaggia le meningi, non è vero? Bene, sono sicuro che scavando, ma nemmeno troppo infondo, giusto appena sotto una lieve crosta nella vostra quotidianetà, dicevo sono sicuro che anche voi, oh sacerdoti, avete avuto a che fare con una buona fetta di paranormale. Ovvero con quelle vicende che sicuramente hanno una spiegazione causale, ma al momento rimane sconosciuta finanche alla vostra capacità cognitiva. Non illudetevi, so perfettamente che nascosti da occhi indiscreti, nei vostri cenobi, vi raccontate vicende informatiche che nulla hanno da invidiare ai racconti noire di Maupassant.

Allora, il mio modem non funziona.

Prima seguo la auto-diagnostica più conosciuta con il nome di risoluzione di problemi.

Rispondo alle domande scegliendo fra le opzioni a risposta multipla.

Del tipo:

Tutti i cavi sono collegati correttamente?

  • No, uno è scollegato

  • Cosa è un cavo?

Si va da queste classiche, ad altre più imbarazzanti per utenti non smaliziati del tipo:

Il protocollo IP/TCP è configurato correttamente?

  • No

  • Come si configura il protocollo IP/TCP

Alla fine, dopo che hai guardato tutti i sub menu, e praticamente hai un quadro completo dei driver che utilizza il tuo modem, nonché una cospicua dose di informazioni che non pensavi minimamente ti potessero servire, dopo che hai scoperto che cos’è il buffer di sistema e si sono aperti nella tua mente nuovi orizzonti di cui non sospettavi nemmeno l’esistenza, dopo tutto ciò il problema non l’hai minimamente scalfito: il modem non funziona.

Beffarda la macchina ti chiede:

Il problema è stato risolto?

  • No

E quando ormai disperato rispondi che… no, il problema non è stato minimamente scalfito, la macchina ti dà l’ultima chance, l’ultima:

Per la soluzione del problema collegarsi al sito www.modem.com

E’ uno scherzo, vero?” Infatti hai la netta impressione che qualcuno aldilà dello schermo ti stia prendendo per il culo.

Bene, guardiamo la faccenda, come dicevo, da una prospettiva diversa:

il problema non l’hai risolto, è vero, ma vuoi mettere quante nozioni in più sai adesso?

Il punto è proprio questo, sei costretto a ragionare, te lo devi sudare il tuo collegamento ad internet. E poi, infatti, sei molto più soddisfatto quando (non capendo in alcun modo il motivo) riuscirai a connetterti. Sì, è vero hai fatto tutta una serie di tentativi vagando per meandri cibernetici sconosciuti ( è così). Non hai capito bene cosa hai attivato o spostato, ma adesso funziona.

Bravo! Hai superato un esame, si tratta solo di questo: ti è stato affidato un compito da risolvere, hai studiato e non si sa come hai superato l’esame.

Non bisogna credere quindi a coloro che dicono: prima bisogna studiare per affrontare i problemi.

Niente di più falso, prima bisogna avere un problema, quindi studiare.

Tale impostazione pedagogica credo dovrebbe essere alla base di ogni sistema educativo, oltre che informatico. Porterebbe di sicuro a risultati interessanti una scuola che invece di dare degli strumenti per affrontare i problemi, desse agli alunni direttamente i problemi.

Si rinuncerebbe in tale maniera a diversi apriorismi scientifici in funzione di una conoscenza (e forse anche di una coscienza) più libera.

È inutile ricordare a chi prenda queste affermazioni con ironia o con una smorfia, che i percorsi della conoscenza sono i più varii, che un gran numero di volte si è arrivati a scoperte scientifiche in maniera del tutto casuale (e non causale), che Hoffmann di questo ne sa qualcosa (è il caso di dire sulla propria pelle – da uno studio fotografico i prodigi della chimica e della medicina).

Di tutto questo un vecchio utente Mac che ne poteva sapere?

Buttava un file nel cestino ed il file si trova nel cestino.

Fine.

Un utente windows butta un file nel cestino e con buone probabilità ci si può aspettare che il file sia nel cestino, salvo ritrovarlo in bella mostra proprio lì dove lo avevamo lasciato. Mostra i muscoli e punta i piedi:

da qui, mio caro, non mi muovo

animali__informatici.jpg

Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo

  1. iccudrac

    …e vuoi mettere il divertimento che ti offre microsoft?
    Come quando da bambini la notte, all’aperto, luce fioca, fruscii separati da pesantissimi secondi di silenzio, vaghi ululati, terrore puro, pelle accapponata, “deve finire! Deve finire perchè io muoio…”.
    Tuuto finito. L’inebriante soddisfazione di essere sopravvissuti lascia rapidamente spazio alla nostalgia del terrore.
    Come non ringraziare chi ci fa vivere nel terrore…

  2. windows = garage di via Costantino Nigra n. 5
    !!!

  3. valeriacristina

    Mah … devo dire che dopo aver imparato insospettabili verità sul pc in uso, aver risolto il problema del modem più o meno come la scimmia davanti ad una macchina da scrivere (prima o poi, batti che ribatti, una parola reperibile nel dizionario la scrive), mi chiederei perché continuo ad avere a che fare con una cosa che riesce a battermi in idiozia e che ha meno neuroni di me.
    Comunque a parte dedicare sguardi di tenerezza al mio mac … anche lui ogni tanto mi fa ritrovare quello che avevo buttato nel cestino da qualche altra parte …

  4. Cara Valeria, hai perfettamente ragione quando dici “perché continuo ad avere a che fare con una cosa che riesce a battermi in idiozia e che ha meno neuroni di me” (è la stessa domanda che ogni volta mi pongo quando ascolto i discorsi di certe controparti o quando sono all’interno della cabina elettorale).
    A tal riguardo mi piace ricordare una massia di Oscar Wilde: Non discutere mai con un idiota: la gente potrebbe non notare la differenza.
    Eppur vero che spesso non hai alternativa, a meno che tu non faccia così:
    https://ilgrandecocomero.wordpress.com/2008/03/29/video-tutorial-come-stampare-gli-screenshot-del-vostro-pc/

  5. Pingback: Non so perché… ma devo necessariamente leggere le istruzioni « Il grande CoComero

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