Due Libri (prima del terzo)

copj13asp.jpgUn anno e mezzo fa ho ricevuto un libro (vabbè ne ho ricevuti anche altri, alcuni me li sono regalati). Però un anno e mezzo fa ho ricevuto un dato libro. Il dato libro ha vissuto benissimo su uno scaffale. Succede che un giorno penso che mi voglio leggere un libro. Tre giorni dopo ne voglio leggere un altro perchè il dato libro l’ho già finito. La riuscita della lettura dipende da due parametri: la bontà del libro (incognita), la mia avidità (costante). Sono autistico, se vedo un anime guardo 150 puntate in cinque giorni (ipotesi in proposito?), se leggo un libro (taglia media) non posso oltrepoassare i tre giorni altrimenti resto indietro con il resto della mia vita. “La Triologia della Città di K.” di Agota Kristof (Einaudi). Ho letto infastidito. Senza accorgermene sono stato risucchiato. Nessuna finalità critica. È bello o brutto. Però l’ho letto in tre giorni senza pensare ad altro ed afflitto dalla mancanza di tempo e voglia di farmi un opinione. Senza pensare troppo mi ha rubato tre giorni, mi basta per definire una lettura “di successo”. Secco, asciutto, quasi arido. Ha fatto la parte che un libro deve fare.

  1. iccudrac Says:

    “Ho letto infastidito. Senza accorgermene sono stato risucchiato. Nessuna finalità critica. È bello o brutto. Però l’ho letto in tre giorni senza pensare ad altro ed afflitto dalla mancanza di tempo e voglia di farmi un opinione.”

    Capita pure a me con certi libri e la cosa più stressante è quando ti chiedono:
    “Come ti è sembrato questo libro?”
    “…mah, l’ho letto velocemente…”
    “Allora bello?”
    Cominci, quindi, a fare quella espressione stitica, nella quale cerchi quelle parole che non ti vengono: non è bello, ma neanche brutto, non è banale, ma nenache illuminante, non è stupido, ma in qualche modo ti ha infastidito.
    Tutto questo come glielo spieghi?
    E, mentre sei concetrato in una serie di mugugni, come sulla tazza del water quando proprio non è cosa, nel preciso istante in cui realizzi che proprio non ne vale la pena: smetti di mugugnare, fissi l’inopportuno intervistatore e ripeti nuovamente ed ostinato:
    “l’ho letto velocemente” (e aggiungi mentalmente: con te non ci parlo).

  2. gionni

    E come si fa a spiegare a chi ti chiede “Allora bello?”, che magari un libro l’hai letto velocemente solo perchè non vedevi l’ora di finirlo? Nel senso, che “prima lo finisco, prima me lo levo da davanti agli occhi”?
    Lo so, lo so… se un libro non ci piace, non c’è ragione di finirlo per forza… ma se il libro me lo sono regalato io, allora rosicherei abbestia a non finirlo!
    Ho ulteriormente assottigliato la linea che separa la mia esistenza dal masochismo…
    Io personalmente ho finito due giorni fa Gomorra di Saviano e ieri ho iniziato il 4° volume di Harry Potter.

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