Andiamo tutti nella Silicon Valley…

Vorrei pubblicare un articolo di Infoservi.it scritto da alberto dottavi.

Si fa un punto sulla prima conferenza business italiana sul Web 2.0, dal titolo Web 2.0ltre, che si sta tenendo a Milano il 13/14 giugno al Milan Marriott Hotel.

Non so come dire… ma sull’argomento non ho le idee chiare, ma sopratutto ciò che mi fa specie è il tentativo dover creare, per così dire, un movimento, laddove si tratta di un qualcosa che patenti non ne ha, ne può averne. Mi spiego meglio: il web 2.0 è certamente una opportunità, ma è sopratutto uno stile di vita, un modo di rapportarsi sia al proprio lavoro, sia al proprio tempo libero.

Mi rendo conto, d’altro canto, delle perplessità espresse da coloro i quali evidenziano che molto spesso gli utenti che formano il Web 2.0 esprimono la loro appartenenza con la frase: più siamo, più ci divertiamo (nel senso anche di: più condividiamo etc… etc…). Frase riassuntiva del loro concetto di Web 2.0, che sicuramente esprime una voglia di libertà e di conoscenza e che spesso denota una insofferenza (a volte sana, a volte meno poiché poco critica e molto assiomatica), ai monopoli, alle gerarchie, al conformismo mediatico.

Il rischio, indubbiamente è quello che Web 2.0 diventi una moda, un marchio di fabbrica, una etichetta con la quale griffarsi; che diventi, in sostanza, un concetto vuoto. Chiunque potrebbe riempirlo per i fini più disparati.

Si dovrebbe dire allora: più siamo, più ci divertiamo, l’importante è che rispettiamo alcune regole. Tuttavia questa seconda parte della frase non viene presa molto bene da molti utenti che di regole non ne vogliono sapere, in nome non so di che cosa, di quale paura… di quale moda…

Per certi versi, tuttavia, è comprensibile la posizione di costoro: infatti non si possono porre delle “regole” quando si parla di opportunità o di stili comportamentali; al limite solo consigliarle.

Sulle definizioni del Web 2.0 (le migliori otto, o comunque le più interessanti) vi rimando intanto a questa pagina, inviatami da iomeneandrei, di Social Computing Magazine.

Comunque, smetto di sproloquiare e vi sottopongo questo articolo (che per la verità devo rileggere ancora una volta, in quanto alcune parti mi sono sfuggite…):

Web2Oltre, l’acciaio e il Web 2.0

Infoservi.it : Articolo

 

Web2Oltre, l’acciaio e il Web 2.0

Di alberto dottavi (del 12/06/2007 @ 20:42:53, in Events and Reports, letto 3 volte)

Tornato da Web2Oltre, prima conferenza business italiana sul Web 2.0. So che le documentazioni verranno messe on-line a breve, intanto si possono seguire le produzioni video di Dolmedia dal blog. Tra cui anche un’intervista al sottoscritto (che metto qua sotto dopo il salto), in cui riassumo quando detto la mattina nel panel che ho moderato ed esprimo qualche altra considerazione. Presenti Daniela Cerrato di Alice, Gianluca Dettori di Dpixel, Davide Lombardi di Zooppa, Fabio Pezzotti di Mobango (che avevo già intervistato qui), Marco Tosi di IconMedialab. Hanno raccontato esperienze che ho trovato interessanti, sia di come i principi del 2.0 possano essere declinati e integrati su business preesistenti, sia quali siano difficoltà e opportunità per creare nuove iniziative. Una testimonianza per tutte, quella raccontata da Dettori di Funambol. Un’idea di una persona di Pavia che in Italia non ha trovato alcun supporto. E’ andato in Silicon Valley e – stessa persona, stessa idea, stessa azienda – ha raccolto qualcosa intorno ai 30 (trenta) milioni di dollari di finanziamenti (il colore ed il grassetto sono nostri – ndr).

Abbiamo un problema? Credo proprio di sì. Per questo ho chiuso l’intervista con la gentilissima Elisabetta Locatelli con uno slancio, un tentativo di apertura un po’ più ampio del solito: nella vita di oggi, a parte le risorse primarie del pianeta come acqua e aria, e il sostentamento, e gli affetti, abbiamo in effetti sempre bisogno di due cose: l’acciaio e le comunicazioni. L’acciaio l’abbiamo sempre intorno, ci siamo seduti sopra, l’abbiamo in tasca, è nelle nostre case, auto etc. In questi ultimi anni, mentre in Italia (e non solo) si viveva un periodo di crisi per Internet (e non solo), quello dell’acciaio è uno dei mercati che, al mondo, è cresciuto di più. Sono state aperte nuove acciaierie dal Brasile alla Thailandia, dall’Iran alla Russia, Corea, Turchia, e così via.

Noi questo treno l’abbiamo perso, nonostante avessimo una presenza avanzata nel settore e una storia di rilievo. Ora: fare una start-up nella siderurgia non è banale. Però il mercato delle comunicazioni (fisse, mobili, web, e quant’altro ci andremo a inventare), e più in generale quello della tecnologia, è di nuovo in una fase di sviluppo ed espansione fortissima. Tra le altre cose, il Web 2.0 apre grandi opportunità.

E’ un treno in corsa. Vogliamo deciderci a prenderlo?

Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo

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