I Fantastici Quattro e Silver Surfer

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Con Ioan Gruffud, Jessica Alba, Michael Chicklis, Chris Evans, Doug Jones, Julian MacMahon. Sceneggiatura: Don Payne, Mark Frost. Fotografia: Larry Blanford. Musiche: John Ottman. Montaggio: Peter S. Elliot, William Hoy, Michael McCusker. Regia: Tim Story. USA 2007

 

I Fantastici Quattro onestamente non sono mai stati i miei personaggi preferiti nel Pantheon della Casa delle Idee: fin da piccolo, il mio cuoricino da fumettofilo palpita per Spider-man, Daredevil e Silver Surfer. Ecco, appunto: Silver Surfer. La mia primissima ragione per andare a vedere il film.

 

Devo ammettere che le aspettative per questo secondo capitolo nella saga dei F4 erano piuttosto nulle: il primo film – con attori tutto sommato non ancora calati perfettamente nelle rispettive parti, una sceneggiatura eufemisticamente leggera, dialoghi che mio cugino, sotto il peso di tutti i suoi 9 anni, avrebbe reso più credibili, e l’inutile Jessica Alba – non mi era piaciuto, e secondo il mio modesto parere non era riuscito a raggiungere un livello qualitativo neanche lontanamente soddisfacente.

Ora, la Saga di Galactus (Fantastic Four #48-50) è una delle storie più belle della Silver Age Marvel, e – pur non essendo un fan dei F4 – non volevo vederla massacrata sul grande schermo.

 

Il poco che nel primo film andava, c’è ancora, per fortuna. Chris Evans è un magnifico Johnny Storm e le sue dinamiche con La Cosa sono spesso esilaranti. Gli effetti speciali sono ancora più, beh, speciali, e le scene d’azione più avvincenti e mozzafiato. La storia è abbastanza scorrevole e plausibile, salvo un buco profondo come la fossa delle Marianne, ma di questo parleremo dopo…

 

Silver Surfer. Non aspettavo altro… fin da quando vidi Terminator 2, pensai che gli effetti del T1000 potevano rendere un Silver Surfer assolutamente veritiero! E così è stato! Diciamo subito che le scene in cui il Surfer si libra nello spazio mi hanno visto letteralmente sbavare (gli amici perdoneranno questi deliri da nerd…) e onestamente manderebbero in delirio anche i fan più esigenti, così come quelle in cui passa attraverso i palazzi oppure si fonde con la sua propria tavola; a dire il vero, tutto ciò è una liberissima, ma a mio modesto avviso, azzeccata interpretazione dei suoi poteri.

Purtroppo però, in alcune sequenze, l’effetto è (appunto!!!) troppo T-1000, e visto che sono passati quasi 15 anni (…how long, someone says…), la cosa lascia un po’ perplessi. A parte questi dettagli tecnici, però, personalmente ho adorato questa trasposizione cinematografica del Surfista e, se come sembra, stanno già lavorando a un suo solo-movie, c’è davvero di che stare allegri.

Una sorta di delusione nel film è rappresentata però da Galactus. Qualcuno potrebbe non gradire la sua trasposizione cinematografica in forma di minacciosa nube cosmica (nessuno spoiler qui, si vede già nella prima scena), anche se io personalmente l’ho trovata abbastanza plausibile; meglio questo, a mio parere, che realizzare un gigante vestito di viola e rosso con la sua tradizionale testa-a-scaldabagno (che pure appare, almeno in silhouette… ).

Ma quello che brucia di più è il modo in cui Galactus viene sconfitto; si tratta, a mio modesto avviso, di uno dei più grossi buchi di sceneggiatura della storia del cinema! Vedere per credere.

 

Infine, il ritorno del Dott. Destino: chiaramente, uno dei villains migliori dell’intero panorama fumettistico mondiale non poteva rimanere a lungo chiuso in un container. Ruolo interlocutorio, il suo. Da un lato, molto fedele alla storia originale apparsa sui comics negli anni ’60, e comunque funzionale alla trama. D’altro canto, però, nell’economia dei ruoli, poco in sintonia con il feeling generale del film.

 

Due annotazioni finali: primo, i puristi saranno orripilati dallo squallidissmo product placement che viene perpetrato per tutto il film (il caso più eclatante, quello della Dodge); secondo, Jessica Alba: quand’è che si potrà realizzare un blockbuster senza dover necessariamente ricorrere all’attrice-bellona-ma-assolutamente-incapace? Non solo, ma le sue lenti a contatto azzurre sullo schermo del cinema apparivano alquanto ripugnanti. Se proprio dev’esserci lei nel film, non si potevano almeno mantenere i suoi occhi marroni, anziché ricorrere a questo trucchetto da baraccone?

 

In fin dei conti, questo sequel è sicuramente meglio del primo film, e penso si meriti un bel 7-!

 

Ah, quasi dimenticavo: la seconda ragione per vedere il film? Chiaramente, il mio essere un inguaribile nerd

 

 

 

  1. Ho conosciuto Silver Surfer grazie a gionni e, insieme al primo Ghost Rider, è uno dei personaggi da me preferiti.

    Ricordo ancora quando andavamo da Altroquando e sicuramente gionni si ricorderà di quel tizio (di cui non ricordo il nome) fanatico dei Fantastici 4 (e noi non capivamo il perché… e continuiamo a non capirlo…).

    Recensione fantastica, specialmente la parte su Galactus “un gigante vestito di viola e rosso con la sua tradizionale testa-a-scaldabagno “. Compare: è lui, è Galactus (e dentro la bocca dei moscerini se non ricordo male).

  2. Ho conosciuto Silver Surfer grazie a …

    Ricomincio e cambio argomento. Solo per dire che “c’è vita sul CoComero”. Questo è un momento in cui queste piccole cose, hanno su di me un bell’effetto.

    P.S. gionni, mi hai quasi convinto a vederlo, ma sono sempre più convinto che non mi piacerà. Che guaio!!

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