In bici Palermo – Mondello

partenzarrivo1.jpg

Un pomeriggio così, con un sole sbiadito dalla cappa di umidità che soffoca la città: quasi una macchia d’uovo sulla camicia grigia di un commesso viaggiatore. Mah… stu sole luocco… era solito dire il mio portiere, raspandosi con il palmo della mano una barba di un paio di giorni. Ed il tempo, si sa, ai portieri non manca mai per commentare gli eventi atmosferici e quelli condominiali, quasi fossero un tutt’uno.

Faccio attenzione, costeggio via Sandron, meglio conosciuta come via dell’Ucciardone e dall’alto delle mura mi osserva un secondino accucciato dentro il suo gabbiotto. Annoiato e distratto come un molosso da guardia anch’egli incatenato alla sua cuccia. La osservo proprio tutta questa fetta di carcere, il cui materiale delle mura mi ricorda sempre istintivamente quello dei templi di Agrigento. Cerco di immaginare il cortile interno, non ci riesco mai, mi vengono in mente vecchi film in bianco e nero, solo il tempo di un pensiero, poi sono oltre.

Via dei Cantieri, quelli della Fincantieri, verso le 12.30 puoi sentire la sirena della pausa pranzo, ed immancabile, davanti i cancelli che fanno angolo con via Gulì, ci trovi la motape verde ruggine del panellaro. Con un anta del cassonetto posteriore aperta a fare un po’ d’ombra e dentro tutto uno sfrigolio d’olio e ceci.

Spingo sui pedali e aumento il ritmo, l’Arenella è appena un pensiero, quello delle partite a canoa-polo, è appena un ricordo istintivo, come il gesto di voltarsi con la testa per cercare visi familiari. Poi vi è una salita, un curvone stretto e scosceso ma breve, che si affronta stando in piedi sui pedali, di forza. Serve a scaldare i muscoli, ma più che altro fai finta di essere Pantani…

Devi fare attenzione alle auto che da ambedue i lati scorrono incuranti della tua presenza. Acceleri per quanto puoi il passo, vuoi uscire quanto prima da quella zona: Vergine Maria, risuona quasi come una imprecazione.

Alla tua sinistra hai il cimitero dei Rotoli, carico dei suoi morti e del suo verde, lungo un pendio che porta al mare, lungo lo stesso pendio che porta al cielo. Fai silenzio, anche con il fiato che si fa più corto mentre si sta rompendo.

Poi una curva secca a gomito a sinistra, un altro breve strappo che si affronta di slancio, curva a destra, arrivi in cima, spariscono le case: sei all’Addaura.

Alla tua a sinistra Monte Pellegrino a destra il mare. Entri a pieni giri, stai bene, il fiato è regolare, le gambe rullano, abbassi gli occhiali fai un sorriso a te stesso e metti su un po’ di musica, i Perfect Circle per iniziare.

E’ un sali e scendi regolare con salite brevi del 3-4%, ti godi il paesaggio e le barche in lontananza; poi, più vicino al bordo della strada il mare, lo poi quasi toccare, lo senti, lo fiuti e dall’altra parte, a sinistra, il monte solitario con le sue grotte, quasi narici di un tempo remoto che a volte soffiano un alito più fresco.

Superi dall’alto il Roosvelt, un costruzione piantata come il vecchio presidente, una discesa che ti fa prendere i 50 Km/h, prendi fiato.

Un breve susseguirsi di ville in stile liberty ostruiscono la vista, poi svolti a destra e fai rotta verso Mondello. Profumo di zagara e… di cannella, direi, ma è solo un’impressione.
Una baia e sulla sabbia studenti, passegiatori di cani, divoratori di gelati, ragazze e ragazzi usciti fuori da un reality show, discorsi futili, un dolce far nulla… L’odore diventa quello acre del sale, della salsedine, del fritto di panelle, delle insalate di mare, del limone…
Mi bevo il paesino d’un fiato, alzandomi sui pedali ed è già un ricordo lontano che mi lascio dietro…

Sullo stradone di Via Principe di Scalea, tiro i remi in barca, solo villette a schiera.
Stai bene? Stai bene? Rispondi? Sì ci sono, ci sono…
La musica si fa più calma, Hey Joe:

Well dig it
I’m goin’ way down south
Way down Mexico way, alright
I’m goin’ way down south
Way down where I can be free
Ain’t no one gonna find me

La Salita di Viale Margherita di Savoia mi prepara al Monte Misantropo. Svolto a sinistra, è un colpo di fucile, non si torna indietro… si sale.

E si sale sul serio, otto/nove Km di salita costante che si arrampica con punte massime del 7% sul versante Mondello. Sulle gambe non ci salgo neanche morto, tengo un passo costante e fiuto l’aria che diventa sempre più fresca. La salita non la guardo, come se fosse una Medusa; di lato, di tanto in tanto, il bosco, profumo di resina ed aghi di pino. I tornanti sono in pavè e li percorro sui bordi esterni dove la pendenza è inferiore. Poi si sale ancora… in mezzo al bosco.

I rumori sono amplificati, puoi sentire lo scricchiolio del tuo sellino, il frigore del pneumatico della bici sul selciato, il sale del mare… no, no… quello è il sapore del tuo sudore. Ti può capitare che un coniglio ti attraversi la strada, che si volti per un attimo e ti fissi: e ti senti incredibilmente stupido agli occhi della bestiola, abbozzi un sorriso, che forse è una smorfia e vai avanti cercando di non ondeggiare troppo con le spalle.

Sta tutta qui la bicicletta: tutta nelle salite, tutta nei tornanti, tutta nella fatica. Faccio come il poliziotto di Wong Kar-Wai in Hong Kong Express: mi metto a correre, ma non a piedi, bensì in bici, lascio che sia il mio corpo a piangere.

Sin quando alzi la testa perché senti che nelle gambe la pressione si è fatta meno forte: a sinistra il Santuario della Santuzza. Fai il segno della croce e non importa se sei credente o meno: sei di Palermo e lei è Santa Rosalia, questo basta.

Poi inizia la discesa, quella sul versante di Palermo. Altri 8-9 Km ripidi come quelli che hai appena affrontato e sul selciato puoi sentire ancora il rombo delle auto che facevano la crono scalata. Vai veloce, imposti quei tornanti che sembrano saltare sulla costa. Una strada senza né bene, né male. Dove tali distinzioni non hanno senso.

Superate un paio di radure puoi vedere Palermo dall’alto, le sue vie come la trama dei suoi pensieri: è tutta tua. E’ quasi il tramonto e, se anche con rabbia, non puoi fare a meno di pensarlo:

Sì, è la mia città.

Dedicato a chi è lontano da casa…

(le foto sono state prese da Flikr e sono di Geo8)

Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo

  1. gionni

    La dedica, le memorie, gli odori e i colori me li sono presi tutti.
    Li ho rigirati nei miei sensi, li ho metabolizzati a occhi chiusi, li ho ricollegati a vecchi ricordi personali, più o meno sbiaditi, mentre un sorriso mi colorava la faccia, questo sì sempre meno vago e incerto…
    Ma la memoria e il ricordo, da qualche tempo, non mi bastano più…

  2. iccudrac

    Bel trip mi sono fatto. Grazie. Ed in molte di quelle descrizioni ci sono anche io in gesta lontane.

  3. A me a volte mi capita di stare lontano dalla nostra città, per lunghi periodi.A volte 6 mesi…a volte un anno.E mi capita spesso di rientrare in aereo,in uno degli atterraggi più spettacolari al mondo, con a sinistra, vicino, che lo puoi quasi toccare,il mare,e certo l’aereo è un modo un pò violento di arrivare, in ogni luogo, non hai tempo ad abituarti all’idea….magari due ora prima eri a Londra,e boum…eccoti sulla Tua isola, CASA…e più stai lontano da un luogo, più al rientro, tutti questi odori e queste sensazioni di cui parla Gerlando ti colpiscono…si. Il mare, l’odore del sale, il fritto delle panelle,per me anche la pianta di rosmarino a Capo Zafferano…i pescatori a Porticello,il cancelletto che da casa nostra ti porta a mare.Certo a me tutto questo manca tantissimo,e non solo,stare lontano da casa, per me è stato anche allontanarmi purtroppo da Amalia, da Andrea…da uno o due persone care…e però più o viaggiato in questi anni, e più in qualche modo mi sono sentito lontano dalla mia città, senza mai pensare,”si magari torno a vivere a Palermo”,più ho viaggiato e più ho conosciuto cose come le piste ciclabili, l’assenza di traffico, il rispetto degli altri,l’oceano e le sue spiagge come in Nuova Zelanda…in cui nessuno, ma davvero, penserebbe mai di buttare una sigaretta sulla sabbia, o di costruirci una cancellata verde tutt’intorno e negare l’accesso al mare, per non parlare ovviamente di metter su centinaia di cabine di legno colorate…che schifo Mondello….di certo non mi mancano i clacson, le carte gettate dai finestrini delle macchine, la circonvallazione,le code alla posta, il pronto soccorso a villa sofia,questa aria di violenza, di aggressività,che c’è giù da noi…in ogni cosa, in ogni luogo.Purtroppo. E non ostante tutto…” I am sicilian” questo è quello che rispondo a chi mi chiede da dove vengo….mai risposto …”i am Italian..”.NO. e lo dico, con orgoglio certo,io sono felice di essere nato dove sono nato, di aver CASA lì, dove si sente ancora l’odore del mare, dove puoi ancora andare dal fruttivendolo, specialmente quello che qualcuno di noi conosce, e spendere mezz’ora con lui, a parlare di fiori di zucca e di filosofia…in quest’isola meravigliosa e triste…dove come dice Rocky della vucciria…con la sua bancarella di pane e milza,”se qualcuno viene e non ci ha i soldi…noi gli diamo a mangiare lo stesso…”.Una frase che è davvero impensabile ormai in Europa,diciamo in Occidente.Tutto a davvero un prezzo, tutto si paga…pensate che qua una baguette,in un panificio a palermo lo chiamerebbero un filone, costa qualcosa come 1 euro 25….pazzi certo questi francesi, e invece magari a Palermo…da Rocky ma non solo da lui…se vai lì con 50 centesimi…un panino con la milza ragazzi…incredibile.
    conclusione a questa reply non ne ho…forse era solo per rispondere a Ge…che si magari magari ci provo a scrivere una volta a settimana, o una ogni due!
    Vi abbraccio tutti da lontano…
    La prossima volta posto qualche foto.
    “[..] La strada dunque è una specie di libro.Leggila.Non giudicare.Non scegliere troppo in fretta ciò che è bello o brutto.Sono concetti inaffidabili!Lasciati ingannare e rapire dalla luce,dall’ora e dal ritmo della tua andatura.Camminando a lungo, dopo una prima stanchezza, avvertirai un nuovo slancio, ti cullerà la strada come un letto in movimento.Nella città diventa massa.Unisciti ai cortei, partecipa ad un assembramento.Resta come in attesa.Agisci senza scopo.Ci si guarda negli occhi con le cosiddette cose;la periferia, il circondario,l’aria urbana per un passaggio verso la campagna e il vagabondare che è disciplina incantevole e dura.”
    F.Hessel “L’arte di andare a passeggio”

  4. Il tuo commento, Dago, è proprio la logica continuazione del post ed, in definitiva Palermo appartiene di più a chi sta lontano che a chi ci vive…
    Bello poterti leggere.
    Bellissimo.

  5. mafalduccia

    Sono stata una settimana in quel posto della Francia dove vive per ora mio figlio Dago,nella parte basca della Francia .Quello che ha scritto Roberto ,e sopratutto quello che sente, mi appartiene totalmente.Mi sento totalmente fuoriluogo in questa città forse anche perchè non ho una semplice e forte storia d’amore con un uomo che vive a Palermo.Se si è innamorati, e riamati, si ha la certezza o l’utopia che la realtà ,quella costruita dagli uomini , diventerà un ‘isola felice.Palermo, la mia città,è senz’anima ,senza identità, senza amore per niente e per nessuno ed a poco poco mi sta togliendo il vivere. So perfettamente che Roberto non tornerà a vivere a Palermo e forse nemmeno in Italia ma questo non é per me motivo di tristezza anche perchè il suo stare lontano da Palermo mi ha dato la possibilità,ora, di leggere questo suo bellissimo commento.Grazie Roberto

  6. Sì però la salita di Monte Pellegrino (lato Mondello) è in media del 4%, con pendenza massima del 7%.

  7. Ciao Delio,
    è vero! Mi devo esser lasciato trasportare dalla fatica.
    Grazie per l’attenta annotazione. Ho corretto nel post. A presto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: