La Gazzetta del giorno prima

La gazzetta del giorno prima è un pò come la zuppa di fagioli del giorno prima.Mi spiego.

Ad Edinburgo in Scozia, dove ho vissuto per quasi 5 anni, ci sono un paio di edicole che vendono giornali stranieri, tra cui ovviamente il giornale più letto in Italia, La Gazzetta dello sport appunto.Ho lavorato per più di due anni in un piccolo ristorante italiano gestito da una per me mitica coppia di emigrati italiani,Mimmo e Carmela.Lei lasciò l’Italia a 2 anni,e da un paesino in Calabria arrivò, intorno aglia anni ’50 in Scozia, con la sua famiglia, a cercar fortuna.Lui, napoletano vero, a 20 anni,decise di viaggiare e iniziò cosi la sua carriera di cuoco in vari ristoranti italiani in Gran Bretagna.In un modo o in un altro si incontrano ad Edimburgo,si innamorano, e insieme decidono di aprire un ristorante di specialità italiane…ad Hanover street…anno 1968, in quella strada che è un pò la Little Italy scozzese, piena com’è di ristoranti italiani, li è vero, si respira un aria da italiani all’estero…si parla italiano, si mangia italiano,si scherza napoletano…per strada passano Alfa Romeo,Vespe, e inoltre si legge, nelle ore di pausa, la gazzetta del giorno prima.Che è del giorno prima in quanto, come saprete, i giornali esteri nel mondo arrivano con un giorno di ritardo.Mimmo da buon italiano qual’è, aspetta da sempre con impasienza quindi il martedi mattina, giorno in cui può finalmente leggere la Gazzetta del lunedì, da sempre la più interessante e ricca di notizie.Al “The Patio restaurant” il martedi è un pò un lunedì…in questa piccola Italia che legge le notizie con un giorno di ritardo…che si emoziona per articoli e notizie vecchie di un giorno.

Io non lo sapevo, ma mi hanno raccontato di come siano stati gli italiani ad inventare il “fish and chips”…”‘u pesc’ e patane” come dice Mimmo, negli anni ’30 ,nella prima grande ondata di migranti italiani… che arrivò lì in Scozia(ma anche ovviamente in America, in Irlanda) appunto, e iniziò a comprare merluzzo, immergerlo nella pastella, friggerlo, un pò di limone, patatine fritte e via…detto fish and chips, ed è diventato come da noi il pane e panelle,fast food per eccellenza, cibo da strada,povero ma buono, a volte, specialmente in certi paesini nel nord della Scozia, DAVVERO buono!ma questa è un’altra storia…la mia storia oggi riguarda il giornale rosa, motivo unificante degli italiani all’estero, tanto quanto la pasta e fagioli, che Mimmo ci cucinava,un pò forse per darci l’illusione di non essere poi troppo lontani da casa, e anche quella,questa volta non letta, ma mangiata, con un giorno di ritardo, che si sa è molto più buona così…attimi di Italia ad Edimburgo,Scozia. C’è un certo senso di orgoglio nazionale degli italiani all’estero,e con questo rispondo un po al post di Gerlando sulla Fiat 500, che io in Italia ho sempre rifiutato, in quanto sempre associato ad un certo modo di destra di vedere le cose.E che invece fuori dall’Italia diventa qualcos’altro,diventa il piacere di leggere La Gazzetta dello sport vecchia di un giorno,o camminare ad Hanover street, italiano tra italiani,o ancora di mangiare la pasta e fagioli di Mimmo, che in giorni speciali, diventava pasta cozze e fagioli,una prelibatezza che non sto qui a raccontare…

  1. Leggendo il tuo post, mi è venuto in mente di quando, in vacanza a Linosa, si potevano leggere solo i giornali del giorno prima (quando arrivavano). Ed in questo c’era una strana goduria nel pensare al viaggio del giornale, al fatto che le notizie si muovevano non con l’immediatezza, la velocità e la voracità che contraddistingue i tempi moderni. Vi era la goduria di pensare che il tempo in cui la notizia era arrivata sul mio tavolo, dove la mattina facevo colazione, era, ormai, irrimediabilmente passata.
    Questa era una cosa rassicurante, forse incosciamente, perché mi dava la sensazione che, in una certa maniera, era diventata storia (anche se solo a distanza di un giorno), e quindi, non so spiegare in quale maniera, ci si era potuto riflettere sopra.

    Mi ha molto affascinato, poi, il pensiero di questi pezzi d’Italia sparsi per il mondo.
    Mi ha dato delle grandi suggestioni il pensiero di un uomo lontano (che dir si voglia) dalla propria patria, che vive questa lontananza nello spazio, anche attraverso la lontananza nel tempo (leggere la Gazzetta del giorno prima).
    Eppure basta così poco per ritrovare odori e profumi…
    L’abbinamento delle notizie lette il giorno dopo, con i piatti gastronomici, poi mi sembra una cosa fantastica: la zuppa di fagioli del giorno prima, la pasta del giorno prima, come le notizie, si insivano dei sapori… Se poi vengono mangiate a colazione… Solo un siciliano lo può capire.

    Non so perché e non c’entra niente, ma mi è venuto in mente quando con Alessandro leggevamo le notizie dello sport sulle ultime pagine di un Giornale di Sicilia lasciato dai gestori del bar sotto casa sua sopra il freezer dei gelati confezionati. Forse perché sono ricordi lontani nel tempo…
    Ed è stato, un po’, come essere emigranti nei propri ricordi.

  2. Mi alzo la mattina, mangio il mio panbrioscé con crudo e sottiletta, mi lavo e vado in ufficio.
    Arrivo, apro la porta, accendo il pc e apro firefox.

    Poi la mano va sulla barra degli indirizzi, e scrivo “ilg” e lui che è intelligente scrive https://ilgrandecocomero.wordpress.com/. E’ un processo automatico di autodifesa e nutrimento.

    E per ora che alcuni di voi sono un po’ “dopati”, mi mangio delle belle “fiedd’ i carne”.

    I commenti non hanno titoli, ma questo lo chiamerei o “il buon giorno si vede dal mattino” o “il buon sapore di casa mia” o “oggi come allora …”.

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