Come sei veramente…

Cavea dell'Auditorium di Roma - Giovanni Allevi

La scena è quella della Cavea dell’Auditorium di Roma, dove ieri sera il pianoforte che adesso vedete abbandonato sotto un unico faro, ha preso letteralmente vita sotto le mani di Giovanni Allevi.

Vi dico subito, concerto emozionante e bellissimo. Tutto l’ultimo album, Joy, eseguito dall’inizio alla fine, con brevissime presentazioni prima di ogni pezzo, per spiegarne il senso o semplicemente per darne il titolo. Così si passa dal surreale incidente da attacco di panico, con tanto di autoambulanza, durante il quale è nato “Panic”, alle sensazioni di “Viaggio in aereo”, scritta dopo il volo su un piccolo aereo privato che uno spettatore di un concerto al newyorkese “Blue Note” gli ha voluto regalare; da “L’orologio degli dei”, dedicato al mistero divino della nascita della vita, e che mi ha trascinato dritto dritto dentro al claustrofobico bianco e nero di Metropolis, a “Back to Life”, gioiosa e struggente, e bellissima anche se già corrotta dalla pubblicità della Fiat.

Dunque i 12 pezzi di Joy più tre bis. Si potrebbe dire che è durato poco, ma so che certi viaggi, specie quelli più emozionanti, devono avere vita necessariamente breve altrimenti il viaggio stesso perderebbe i suoi significati più profondi e anche l’esser tornati con i piedi per terra non porterebbe più con sè la gioia del ritorno e la nostalgia dell’esperienza.

E alla fine, mentre aspettavo il defluire della folla ancora seduto sugli spalti, pensavo che davvero amo il pianoforte, le emozioni e le sensazioni che sa dare. Da piccolo iniziai a prendere qualche lezione, ma dopo un pò smisi. L’unica cosa che rimprovero a mia madre è di non avermi obbligato a continuare.

Per chiudere: “Come sei veramente” è il titolo dell’ultimo bis, un pezzo tratto da “No Concept”, che è l’album di Giovanni Allevi che mi piace senz’altro di più. magari qualcuno se la ricorderà come colonna sonora dello spot di una qualche auto BMW. Comunque, dicevamo: come sei veramente. Mi ha colpito la verità, di questa persona. Innanzitutto, Giovanni Allevi non se la tira, non si comporta da rockstar, non è un animale da palcoscenico nel senso classico del termine; vi assicuro che il concerto è sold out da un mese (cioè, neanche i Rolling Stones il 6 luglio scorso all’Olimpico… ), e il boato del pubblico dopo ogni pezzo faceva pensare a quello che esplodeva dopo ogni gol azzurro agli ultimi mondiali di calcio. Ci sarebbe di che tirarsela.

Invece, Giovanni Allevi è vero e disarmante nella sua fragilità, nella sua timidezza e nella sua debolezza. Ti viene voglia di allungargli una mano e reggerlo, smilzo e un pò curvo nel suo completo nero t-shirt+jeans com’è. Mi ha impressionato vederlo talmente svuotato di ogni energia dopo ogni pezzo da doversi sostenere al pianoforte mentre riceveva scrosci interminabili di applausi, o con la voce – credetemi – flebile e rotta dall’emozione quando è entrato per la prima volta in scena. Però, seduto al pianoforte, dimentico di tutto e tutti, è uno tsunami emozionale, un’esplosione cosmica degna di una supernova.

E anche questo, certo, ha reso il concerto indimenticabile.

  1. Quando ho provato ad andarlo a vedere a Palermo, al Metropolitan, non c’è stato verso: biglietti esauriti da mesi.
    Deve essere stato davvero un gran concerto.
    Comunque, tra BMW e Fiat, Allevi si sta facendo un gran bel parco auto…

  2. Mi è molto piaciuta la descrizione del concerto.
    Io Allevi l’ho visto solo in televisione e mi ha fatto un’impressione analoga.
    Un “amico comune” mi ha regalato da qualche mese un iPod e da allora ho ricominciato ad ascoltare musica nei momenti liberi.
    Poi, poco tempo fa, mi hanno regalato Joy: lo ascolto continuamente. Mi sorprende la varietà di registri. Ma soprattutto mi piace.

  3. buby

    ahahahah parco macchine???? peccato che la sua unica macchina sia una vecchia panda che non usa mai 😀 😀 😀 comunque io sono una fan sfegatata di Allevi e per me è la cosa più bella che mi sia capitata negli ultimi anni!!!! la sua musica mi accompagna in tutti i miei momenti belli o brutti che siano!!! GRANDE GIOVANNIIII!!!!

  4. valeriacristina

    Io ho visto Allevi un paio di settimane fa quando è stato ospite della trasmissione Che Tempo Che Fa. Anche a me ha fatto una gran tenerezza il suo imbarazzo, il rapporto che ha con il pianoforte e con la musica. Una delle cose che ha detto mi ha colpito, non ricordo le parole esatte, ma il senso era che per lui suonare è un misto di concentrazione di abbandono. E mi sono chiesta se era applicabile alla vita in genere … direi di sì, se non fosse, e qui parlo per me, che capita che la concentrazione vada di pari passo con l’ansia di far bene, che irrigidisce le membra, che ci ende mentalmente e non ci fa assaporare quello che facciamo per passione.

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