La quarta dimensione


Mattatoio N. 5 o La crociata dei bambini
Kurt Vonnegut

Traduzione: Luigi Brioschi
Universale Economica Feltrinelli
Pagine: 200
Prezzo: Euro 7

Lo so, lo so: lo avete letto tutti!! Io l’ho letto soltanto adesso. Non avevo mai letto nulla di Vonnegut, autore di cui ammiravo soltanto il nome. Se avessi saputo scrivere un romanzo, uno dei personaggi lo avrei chiamato “Kurt Vonnegut”. Sarebbe stato uno duro, ma tra i “buoni”. E’ un nome anche da calciatore, e ancora meglio un fantastico alias online (altro che “iomeneandrei”). Insomma Vonnegut mi suonava.

Allora e finalmente decido di comprarmi uno dei suoi libri, da “usare” come uno dei “libri per l’estate”; questi sono una categoria a parte un po’ come quella descritta da Gerlando qui. Un libro per l’estate è spesso qualcosa di più e di diverso da un libro per il bagno, ma sono universi alle volte parallaleli. Insomma compro “Mattatoio N. 5”.

Mi aspettavo di leggere un libro pesante (nello stile), ma è di una freschezza quasi fanciullesca. E’ un libro da leggere con attenzione per poterne apprezzare le sfumature linguistiche e per seguirne bene la linea degli eventi. Ma se “ci entri” dentro lo leggi in un soffio.

E’ un libro contro la guerra, che ha il merito di mostrare il male che una guerra lascia dentro l’uomo. Una guerra toglie la vita, taglia una gamba, abbatte una casa, ma se penso a come fosse ridotta la psiche di Billy Pilgrim (il protagonista) durante la seconda guerra mondiale, mi vengono i brividi.

Potrebbe essere un libro di fantascienza, ed ho scoperto che Vonnegut è uno scrittore di questo genere. Proprio gli alieni del libro hanno una capacità salvifica per i dolori della vita, compresi quelli della guerra. I Tralfamadoriani, gli extraterresti, vedono nelle 4 dimensioni; alle tre che conosciamo aggiungono quella temporale. Ognuno di loro può guardarsi e guardare gli altri in qualsiasi momento della vita, nel momento del dolore ed in quello della gioia, nel momento della vita ed in quello della morte. Per questa ragione anche un grande dolore può essere una cosa da niente, basta guardare da un’altra parte.

“Cosi va la vita”

Informazioni su Andrea Borruso

Sono un geologo marino e nel 1999 ho iniziato con Antonio D’Argenio la vita da libero professionista nel mondo dei Sistemi Informativi Geografici. Nei primi anni – di tanto studio e di poche fatture – è stato fatale l’incontro con MapServer: il web-mapping e le applicazioni web sono diventati due pezzi importanti della mia professione. Negli ultimi anni mi sono occupato anche di formazione e di recente sono entrato nello strano mondo del telerilevamento di prossimità. Mi piace molto leggere di GIS, informazione geografica, e neogeography, e parlarne con gli amici che incontro spesso al bar dietro al router.

  1. fangospaziale

    Non ti preoccupare “iomeneandrei”, neanche io ho mai letto alcunché di Kurt Vonnegut. Non è grave. Anzi bisogna vantarsi di non aver letto alcune cose quando, magari, si soprassiede ai grandi classici come Cervantes, per fare un esempio, o a Céline, che di guerra se ne intendeva veramente.
    Ma guarda poi che i Tralfamadoriani sulla terra esistono davvero: si sono accoppiati milioni di anni fa con alcuni esemplari di pitecantropi per dar luogo a una lunga progenie geneticamente sparpagliata.
    Sono gialli, hanno i baffi e i capelli lunghi, e ogni tanto lasciano pure commenti su qualche blog come questo. Sono “spaziali”…

  2. bé questo libro, direi, che è qualcosa in più di un libro estivo…
    direi che è un libro per tutte le stagioni.

  3. fangospaziale

    Tu l’hai letto?… Gerlando
    Magari in Sardegna…

  4. Forse mi devo spiegare meglio. I libri estivi possono essere di qualsiasi qualità. Non è per me una definizione con accezione negativa, e dicevo infatti che fanno parte di un universo alle volte parallelo a quello dei libri da bagno.
    Insomma j, sono d’accordo con te. La prossima volta, prometto, sarò più diretto.

    P.S. finito il libro ho subito pensato che tra noi ci fosse un Tralfamadoriano 😉

  5. valeriacristina

    Non ho mai letto nulla di Kurt Vonnegut, ma sono d’accordo con iomeneandrei: i libri estivi sono tutti. Chissà perché si pensa che un Poirot sia destinato ad essere aperto sotto l’ombrellone … io preferisco leggerlo quando ho la testa così affollata di pensieri e complicazioni che, per non rischiare di perdermi, le certezza di un giallo assolutamente prevedibile e scandito mi aiuta a rimettere al giusto posto le idee. Altre volte ho la necessità di stimoli, di leggere anche qualcosa che mi coinvolga e mi entri nello stomaco … e magari è una giornata uggiosa e umida di marzo, come oggi.

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