Loreto… che esperienza!

Se un giorno venisse da voi qualcuno dicendovi che c’è un’esperienza da fare molto bella e che qualcuno ha bisogno di voi, come rispondereste??? Beh, prima domanda che vi sorge spontanea è “che cosa sarà?” subito dopo, sempre nella vostra testa scatta il “se posso ok!”… A me è capitato proprio così, una mia amica mi ha proposto di dare una mano ad un’associazione che accompagna ammalati e pellegrini a Loreto. Ho detto va bene e subito dopo ho pensato:” Oddio che ho detto?”. Fin qui ancora niente di grave, il difficile viene dopo: l’organizzazione in causa è l’Ordine dei Cavalieri di Malta… quindi, primo step: hai una divisa da dover recuperare e (famoso termine anglosassone) azzizzare!!! Perfetto! Cosa serve? Camici, grembiuli, maglioncino rosso, velo, crocette e stemmini vari, mantello nero con interno rosso (stile conte Dracula… questo bellissimo!), borsa, cintura e scarpe nere! Ovviamente se ancora non hai mai fatto quest’esperienza è normale che tu voglia prestato se non tutto quasi… se poi non ti piace che fai? hai speso un sacco di soldi per un mantello bellissimo che non metterai mai??? E allora si comincia la ricerca di tutti questi oggetti, ovviamente molte cose le compri, tipo camici, scarpe e maglioncino…e già il tuo portafogli ti comincia a guardare strano… il resto lo chiedi in prestito a persone che gentilmente te lo danno… e già il primo obiettivo è raggiunto! Molti potranno arricciare il naso pensando, come avevo fatto io a primo acchito, che questi Cavalieri si sentono un cavolo e mezzo e stanno troppo attenti alla forma… mi sono ricreduta, la forma è importante, non si va li a scherzare, si lavora davvero e della divisa c’è bisogno, come farebbero i pellegrini a riconoscerti? E’ strano ma e così. Tutto pronto… e si parte! Viaggio fino a Napoli con la nave, si parte con abiti normali e questo mi tira su il morale, appena partiti ti danno un foglietto con su scritto a che reparto appartieni… avevo chiesto il refettorio ma mi hanno messo ai trasporti… mah vedremo! Già la mattina, a Napoli, devi essere in divisa, quindi sveglia presto e l’amica ti veste, meno male che hai portato una ventina di spille da balia, servono sempre… sei scomodissima, il velo ti stringe, i capelli si rifiutano di starci dentro, ti senti un bruciore sulla punta delle orecchie mai sentito prima, il mantello pesa un sacco e già non ne puoi più… però… appena arrivi a Loreto tutto cambia. Appuntamento con il capo squadra che ti ritiene volontaria a raccogliere le offerte in chiesa durante la Messa (avete presente quando tutti fanno il classico passo indietro e voi, inesperti, restate a guardare come se non ci foste???)… ok siamo qui, accolliamoci anche questa! E da questo punto in poi sei al lavoro! Devi aiutare chi ha bisogno delle tue gambe o delle tue braccia, è stancante ma bellissimo. Se non hai mai spinto una carrozzina ti viene difficile, ma le persone sono disposte ad insegnarti come fare e ti guidano sempre con un sorriso sulle labbra… Ti parlano di loro, ti chiedono di te, si instaura un legame, bello, intenso… sono loro che ti aiutano, ti aiutano a capire, ti aiutano a sentirti utile. Vorrei ricordare una coppia di anziani di Bolzano, amici da lunga data, innamoratissimi ma solo amici, mi hanno raccontato la loro storia e vedere come si incitavano a muovere quei passi così difficili per loro e ridere e aiutarsi… commovente e intenso. Ero già stata a Loreto, anche quella volta in modo unico, pellegrinaggio Macerata- Loreto a piedi, la bellezza di 31 km, oserei dire un tantino faticoso, ma anche lì esperienza che ti riempe e che ti fa crescere. Insomma Loreto rimarrà sempre nel mio cuore e conto di tornarci al più presto, per una “passeggiata” di molti km o per percorrere quella piazza avanti e indietro finché non ti senti più i piedi, o semplicemente per andare a trovare quella Madonnina nera dentro la sua casetta che sembra aspetti soltanto te. Ci sarebbero altre cose da raccontare ma temo di annoiare e soprattutto di non essere capace di trasmettere l’intensità della mia esperienza.

  1. La prima parte, quella del: “Perfetto! Cosa serve? ” dal racconto di Mase mi è sembrata una specie di caccia al tesoro… o meglio ricerca del Sacro Graal.
    Masetta conosce bene la mia avversione a tutte queste forme consociative (non sopporto neanche il mio Ordine, figuriamoci quelli esteri…), ma sicuramente è vero che la forma è anche sostanza.

    La seconda, quella dell’esperienza, ed anche il modo in cui ha voluto condividerla in questa casa a forma di CoComero, è davvero bella.
    Bello, perché ha recepito la vera funzione di questo luogo (così come hanno fatto tutti coloro che scrivono qui, ovvero quello di avere un diario condiviso… dove non si parla solo di Alice Adsl, o dell’importanza degli RSS 😉 )
    Bello anche il modo in cui ha vissuto questa esperienza nella quale, nell’aiutare gli altri, si scopre alla fine che è proprio chi ha di bisogno, invece, ad aiutare noi..

  2. Angela

    Scusa ma mi sono un pò persa. Se si arriva a Napoli con la nave, la partenza è da Malta, suppongo, per via dei cavalieri…scherzo.
    Sarà la Sicilia, invece, immagino. Comunque, direi, più che intensità, dalla lettura traspare un bell’entusiasmo e pare di vedere la meticolosità dei preparativi.
    Saluti

  3. masetta

    Ciao Angela, immagini bene, la partenza è da Palermo… per quanto riguarda intensità o entusiasmo??? Le chiavi di lettura possono essere diverse e su vari piani… sicuramente sono esperienze che non ti lasciano indifferente… l’entusiasmo c’era, ma non è un viaggio “normale” in cui arrivi in un posto che non conosci, o vai a divertirti sciando o quant’altro… credo che, anche se non sono riuscita a trasmetterlo al meglio, il messaggio sia un altro… un attimo più serio…
    Saluti.

  4. Angela

    Scusami, ma proprio non volevo dare un senso “frivolo” alla parola entusiasmo, che per me comprende lo slancio e la passione, l’ispirazione.
    Tu hai trasmesso bene, ma in un commento può capitare di non riuscire ad espimere bene un pensiero, una sensazione.
    Buona domenica

  5. masetta

    Buona domenica anche a te! 🙂

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