Il riposo del guerriero

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I neonati sono orrendi. Tutti quanti. Indistintamente. Questa è una legge, e non è confutabile.

Che sia chiaro per tutti, non sto dando sfogo a una qualche (eventualmente malcelata) fobia da paternità, tutt’altro.
No no, ne faccio una questione esclusivamente estetica. I neonati sono piccoli, sgraziati, con un acceso colore rosso pompeiano e questi lineamenti di gomma che li fanno assomigliare in maniera preoccupante a una confezione di Didò; davvero, è solo una questione di estetica. Non pesa neanche la loro incredibile capacità polmonare, tipo che neanche Mark Spitz. Sono orribili. Punto.

Ma solo per le prime settimane. Grazie al cielo.

La scorsa domenica pomeriggio sono andato a trovare una coppia di amici, che poco più di 2 mesi fa (esattamente il 9 ottobre) ha messo al mondo un bel bimbo, Gabriele. Quello della foto.
Chiaramente l’avevo già incontrato, e non vi nascondo che alla prima visita, il mio cervello non riusciva a partorire nulla di diverso da “Cacchio, quanto sei bruttarello!”, nonostante invece mi uscisse dalla bocca, più o meno 56 volte, un “Ma è un amore!” sicuramente sentito, ma non del tutto vero.

Domenica scorsa invece, l’ho visto finalmente con occhi nuovi. Gabriele sta prendendo una forma – esteticamente bella o brutta chi lo sa, e comunque non conta – che lo porta finalmente ad essere ai miei occhi una persona effettiva, vera, reale. Credo sia stato perchè finalmente tutti i suoi sensi si sono attivati ed erano allertati al massimo per assimilare quante più informazioni possibili, per cominciare a relazionarsi con il mondo circostante, anche se – ovviamente – ancora in maniera egotistica.

Una specie di “c’è vita intelligente su Marte!”.

Questo è di fatto il primo neonato con cui, nella mia vita adulta, ho modo di entrare in contatto più o meno costantemente, visto che i suoi genitori sono cari amici. I primi miei cugini sono nati che ero comunque piccolo, il terzo e il quarto sono nati che me ne ero appena andato via da Palermo, e quindi erano quasi ectoplasmi che vedevo 2/3 volte all’anno. Suppongo che neanche loro siano sfuggiti alla legge di base. Neanche voi, che state leggendo. E neanche io.

Mentre scattavo la foto, e poi riguardandola nei giorni successivi, mi sono chiesto cosa vede Gabriele quando chiude gli occhi e dorme. Sogna? E se sì, come si relaziona a quello che vede, sente, percepisce? Se lo ricorda quando si sveglia?
Sono domande che credo non hanno mai avuto nè mai avranno in futuro delle risposte, se non quelle, a milioni, che ogni genitore si dà quando guarda suo figlio dormire.
Guardo questo bimbo che dorme placido e mi colpiscono la sua purezza e la sua innocenza, dato che per fortuna è ancora all’oscuro di tutto quello che lo circonda.

Ora basta bisbigliare; spegnamo la luce e usciamo quatti quatti, altrimenti lo svegliamo.

  1. Sorridono e piangono, mentre dormono. Più che piangere fanno la bocca “a cavatello”. Gli basta il contatto, con la mano e subito passa. Hanno spesso il singhiozzo.
    Io mi ricordo pure l’ansia da controllo, per fortuna avevano inventato quei piccoli apparecchietti che rilevano il respiro.
    E’ vero, non sono proprio belli, soprattutto quando vengono alla luce, sporchi e aggrenziti. Ma sono la cosa più bella che si possa mai vedere: qualcuno che un attimo prima esisteva come movimento e battito e pochi minuti dopo ha una faccia, i capelli, strilla. E’ bellissimo.

  2. fangospaziale (Enrico Spedale)

    I bambini sono ectoplasmi o, meglio, ecto-Plasmon (battutaccia); monadi futuribili sulle quali gli adulti proiettano le proprie aspirazioni irrealizzate nell’illusione che un po’ gli somiglino.

    No! Come hai giustamente notato tu, gionni, “c’è vita intelligente su Marte!”. E i vostri figli non sono vostri ma il mistero del crossing-over.
    E poi i bambini sono tutti americani… non hanno storia e fanno un sacco di cazzate e quando crescono conquistano il mondo.

  3. Pietra miliare. Nel post di Giovanni vedo la tappa di un percorso. Da poco c’è passata anche mia moglie, e mi sono emozionato.

    Per me sono belli sempre, anche esteticamente! Sono proprio americani.

  4. gionni

    Ovviamente “ogni scarrafone è bello a mamma sua!”, e infatti il post è il chiaro ed evidente sfogo di uno che figli non ne ha ancora. Quando vedrò per la prima volta mio figlio, sfido chinque a dire che è osceno!

    Bella quella dei bimbi americani, mi ha fatto tanto ridere. Che gli americani si comportano da bambini, è una cosa un pò più triste, invece!

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