Una storia come poche

copertina libro
Stephen King
La storia di Lisey
Sperling & Kupfer Editori – 2006
€ 18,00

 

 

 

Non avevo mai letto niente di Stephen King, fino a questo trascorso autunno. Fino a quando un angioletto saggio e carino, a cui piace molto leggere recensioni e che sa leggere recensioni, mi pone tra le mani l’ultimo romanzo di King, “La storia di Lisey”, e, non che mi cambi la vita, ma sicuramente me la migliora. Si, la migliora perché arricchisco memoria e ultimi sensori recettivi di nuove e vive emozioni. Così vive che ho bisogno di leggere questo romanzo una seconda volta. Non tutto, confesso, ma solo qualche parte, l’inizio sicuramente, per chiudere meglio il cerchio, quello, solo e unico che alla fine di ogni cosa ti fa esclamare frasi come: “Porca miseria!” (o cose simili appunto…).
E ovviamente stiamo parlando di un cerchio di rotondità perfetta. Non c’è da meravigliarsi: King è un vero professionista degli stati tensivi dell’anima, del brivido (fisico e mentale) assoluto ma soprattutto, e cosa che per me conta molto di più e che è fondamentale in un libro particolare come questo, un saggio dispensatore di forti emozioni, positive e negative, morbide, lucide e trasparenti, ingarbugliate e torci budella, non importa, emozioni così forti da far nascere passione non solo per la storia in sé ma anche per lo stile narrativo, a cominciare dalle parole scelte, attinte a giuste dosi da un vocabolario tutto suo, per finire con la punteggiatura utilizzata che scandisce tempi e ritmi differenti ma legati indissolubilmente fra loro dalla trama.
King dispensa, snocciola, distilla notizie e informazioni, giocando con i tempi e la reale cronologia degli eventi, incastonando ogni personaggio nella propria privata storia, incubo o sogno che sia, così reale da strappare grida o sorrisi, gettando con saggia maestria le infinite fila del discorso, fatte di frasi forse così apparentemente a sé in un primo tempo ma poi ogni parola, parentesi o disegno trova il proprio spazio e il suo esistere nello srotolarsi della storia e tutto torna a posto con il giusto tempo, il giusto ritmo.

Incuriosita dal suo stile narrativo, dopo questa prima lettura, sottopongo alla mia crescente attenzione “IT”, scritto da King tra il 1981 e il 1985 e in esso ritrovo ovviamente le qualità che lo rendono un ottimo scrittore del genere, l’incutere un’insana truculenta curiosità mentre cavalchi una pazzesca e paurosa storia che il re ti snocciola con la leggerezza delle parole facili e dei personaggi forti, la libera fantasia e l’osare oltre ogni limite, ritrovo anche i “trucchetti” non proprio da quattro soldi che ti fanno incollare gli occhi alla pagina e le dita sul bordo del foglio. Ma come è giusto che sia, in “La storia di Lisey” la storia è tutta un’altra, il livello superiore, non dico per forza più maturo ma decisamente differente e superbamente differente. Penso che sia un libro decisamente più intimo, viscerale, dove l’autore ci mette probabilmente più di tutta la sua essenza. E come scrive Nicholas Sparks nella quarta di copertina: “(…) Questo è Stephen King al suo massimo; questa è un’opera che si continua a leggere anche dopo aver chiuso il libro.”
E che a me ha lasciato il segno.
Ve lo consiglio, e mi piacerebbe un giorno avere un vostro parere. Ma senza fretta, perché una cosa deve essere chiara: per leggere questo libro non deve essere fissato alcun limite di tempo.

P.S.: Nell’edizione Sperling & Kupfer non è da sottovalutare la copertina. E se vi piace la scoperta graduale delle cose vi consiglio di non togliere quella esterna. Poi capirete.

 

  1. valeriacristina

    … mah io oserei di più di Nicholas Sparks: questa è un’opera che si continua a vivere anche dopo aver chiuso il libro. Io ho letto vari libri scritti da S. King e mi sono ritrovata con le dita rattrappite e conficcate nelle loro copertine, in alcuni casi con i capelli e le sopracciglia dritte per la paura, ma riuscendo a completare almeno il paragrafo. “La storia di Lisey” è un racconto dell’anima di ognuno di noi e vi sono stati molti momenti nella sua lettura che ho dovuto chiuderlo per poter respirare senza sentire il magone in gola. Non so se è un effetto che produce in ogni suo lettore, ma io ho iniziato a ripercorre la mia storia i miei sbalzi di umore, le mie paturnie, i menti di consapevolezza e di gioia. Come Lisa anch’io lo riguardo e lo faccio con molta dolcezza: apro a caso una pagina e comincio a leggere, mi ci tuffo dentro e scopro parole e loro significati che non avevo visto nella prima lettura e questo mi piace molto.
    Unico problema è stato leggere qualcos’altro dopo … Maigret per cui vado pazza, non sembrava all’altezza; un giallo di Amanda Cross, autrice che ho scoperto da poco, era a dir poco noioso (e vi assicuro che la sua scrittura non lo è affatto), per fortuna ho in casa “I Demoni” di Dostoevskij e la lettura delle prime 50 pagine mi ha permesso di ri-bearmi della lettura di un qualunque testo scritto.

  2. Devo dire la verità: sono felice di essere stato l’artefice di questa scoperta. Ovviamente parlo di lisa e valeria.

    E’ stato essenzialmente culo. Ho letto una recensione che mi aveva solleticato molto, ed ero affamato di letture che non fossero soltanto ginnastica per la mente (mai però stare fermi). In più non avevo mai letto un libro di Stephen King. Un autore monster, spesso relegato ad essere “soltanto” uno scrittore di genere, che alimentava la mia curiosità.

    Detto, fatto. Un giorno esco e lo compro per regalarlo a lisa (furbo io). Lei lo guarda, mi ringrazia sentitamente, ma non fa una faccia convinta per la scelta. La copertina di cui parla lisa nel post, può essere respingente per lettori snob come noi; scoprirò dopo che è una copertina perfetta.

    Ella, sempre lisa, stava inoltre leggendo un altro libro (la solita Vargas), ed allora inizio a leggerlo io. Passano i giorni. Io avevo letto appena 50 pagine e lisa aveva già finito due libri. Ovviamente inizia una sorta di sfottò strisciante sia sul libro che sul lettore. Io subivo, perché ancora non avevo capito verso dove mi stava portando quella strana lettura.

    E’ un libro speciale, che richiede il superamento di ostacoli non banali. Se riuscite nell’impresa entrate in un’esperienza veramente completa.

    Un libro mi piace di solito, per semplici ragioni: una bella scrittura, una trama avvincente, la capacità di smuovermi l’anima. Questo libro mi ha fatto tutto questo ed in modo meraviglioso.
    Lo stile è ricco di invenzioni: si inventano parole, punteggiature, strutture narrative. Sembra musica alle volte.
    La trama è tutto, tranne quello che sembra, e questo sino alla fine. Non è però assolutamente un libro di genere.
    L’anima è stata toccata con forza e con dolcezza da eventi e sentimenti pieni di verità. Attenzione però non sono affatto rose e fiori.

    E’ il libro più bello che ho letto in questi ultimi anni.

    Finito di leggerlo ho passato il testimone a lisa, e mentre lei leggeva 50 pagine, io completavo la lettura di altri due libri. E qui io a sfottere, ma solo la lettrice.

    E’ molto difficile, dice bene Valeria, leggere qualcosa subito dopo. Io difatti lessi qualche saggio.

    Se lo leggerete, fateci sapere

  3. Io non l’ho letto.. Compro libri sempre, ma spesso non li leggo. E’ da qualche tempo che questo mi succede e mi sono detta che il leggere ha a che farte con la felicità ma come dice E.Lee Maters “Perchè questo è il dolore della vita:che per essere felici bisogna essere in due “.
    Io sono 1/2 , la parte che sopravvive.

  4. valeriacristina

    Mafalda tu lo sai che ti voglio bene … penso che l’altra metà di te potresti trovarla in un libro. Quale non saprei, magari annusandolo ne trovi uno che per te sa di buono …

  5. ma allora non capisci……diventerei 1 ed io voglio essere 2

  6. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Innanzi tutto buon anno a tutti i “cocomeresi”, nomadi e sedentari.

    Il “re” va letto, ma non a letto, magari in cucina o in soggiorno.
    Se ho ben compreso la “direzione” del libro – essendo profano in tal senso, e non avendo mai letto per “snobismo” alcunché del “re” -, questi sono libri che valgono quanto un trip per la capacità che ha, a volte, la letteratura di incidere sulla chimica del cervello dei “tossici” lettori.

    Seguirò il consiglio.

  7. Angela

    Auguri a tutti.
    Proverò anch’io a leggere “o re” (sono affetta dallo stesso snobismo di Enrico).

  8. Auguri anche a te Angela e a tutti.
    Anche io all’inizio ero molto perplessa e come scrivo non avevo mai letto nulla di King. Infatti ho fatto un’espressione quando ho visto il libro e soprattutto quando ho visto il tipo di copertina! Ma poi sono stata più che contenta di ricredermi. é possibile che non succeda a tutti, è ovvio, la bellezza degli uomini sta anche nella loro diversità e penso comunque che il parlarne, anche attraverso punti di vista totalmente differenti possa sempre aprirmi gli occhi verso nuovi orizzonti. E’ per questo che, se riuscirete a leggerlo, mi farebbe piacere sapere cosa ne pensate, qualunque cosa, perchè per me questo libro è davvero particolare anche se ho incontrato non poche difficoltà nel leggerlo ed è stata una sfida continua.
    Siamo in tre a pensarla così e a tutti e tre questo libro ha lasciato in qualche modo lo stesso segno. Sono curiosa di sapere cosa lascerà in voi.

  9. valeriacristina

    Probabilmente se ti avessi proposto ‘IT’ prima della lettura della ‘La storia di Lisey’ avresti declinato gentilmente l’offerta … o l’hai fatto e non me lo ricordo …. non trovo smile, ma qui ci starebbe benissimo una faccina pensierosa!!!!!! ;¬)

  10. C’è stata una persona che mi ha spinto motlo tempo fa a leggere qualche libro di Stephen King, questa persona era Stephen King.
    Non me ne sono mai pentito.
    Qualcuno disse: bisogna leggere tutto o con divorante invidia o con annoiato disprezzo.
    Quando ho letto King l’ho letto con invidia, non per i suoi romanzi, ma per la sua diligenza per le parole ed il costrutto della trama.

    Mi piace quando ha detto “Vivo con la mia famiglia in una bella casa vicino ad un lago relativamente inquinato del Maine; l’autunno scorso, mi sono svegliato una mattina e ho visto un cervo fermo sul prato di casa, accanto al tavolo da picnic. E’ una bella vita la nostra”
    Iniziò così a parlare della “paura”, con questa immagine, in una prefazione ad un suo libro.
    E’ uno che ci sa fare.

  11. valeriacristina

    Per chi fosse interessato a leggere il libro. Esiste la versione economica:
    Stephen King, La storia di Lisey, Sperling Bestseller
    euro 6
    I edizione «Supertascabili Paperback» ottobre 2007

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