Logan

wolverine

Per chi non lo sapesse, lui è Logan.
Alias Wolverine.
Un mutante.
Un X-Men.
A modo suo un bastardo cronico, un concentrato di pura aggressività e rabbia. Ma ha le sue buone ragioni per esserlo.
Ed è un mito, per me. Ovviamente mi riferisco al fumetto e non certo al suo alter ego cinematrografico. Non per male ma non ha nulla da spartire con il vero Wolverine, visto che per noi umani che andiamo al cinema hanno deciso di ingentilirlo fino a togliergli di dosso la sua vera anima. E non ne abbia a male Hugh Jackman che ha la mia più completa stima.
Lui è per me un mito e lo è sopratutto in questo disegno che lo ritrae in un momento di inequivocabile rabbia. E io, persona apparentemente calma, pronta ad ascoltare tutti e sempre, che a volte calpesto le mie sensazioni iniziali a scapito dei vari compromessi che la vita ci pone davanti, più o meno gratuiti, in questo disegno mi ci ritrovo completamente. Soprattutto nei momenti di rabbia forzatamente silente che mi chiude la bocca, perchè a volte non si può parlare, perchè a volte è del tutto inutile. E quando mi sento calpestata in mille cose, importanti e stupide, io divento lui, solo perchè io vorrei essere lui, e le mie dita vorrebbero fare male, si va bene, per finta, come in un fumetto, disegnata a tinte forti e muscoli pompati di rabbia solo per dire, sottolineare e urlare che si, io ci sono, esisto, ho un viso, tante espressioni e soprattutto tanti pensieri che vogliono essere riconosciuti come tali in tutta la loro percepibile e udibile essenza.
Del disegno mi piace tutto, i colori e le sfumature, mi piace da impazzire quell’alone biancastro sparso un pò dovunque che a suo modo riesce a dare un tocco morbido a una scena cruenta, stridendo sapientemente con l’urlo che esce dalla sua bocca. Ecco, un esempio della forza del disegno: questo è un urlo disegnato ma ogni volta che lo guardo non è mai solo un tratto di penna, matita e colore, è anche e soprattutto suono e io riesco a sentirlo, sempre.

  1. C’è molta carne al fuoco nel tuo articolo, Liza.
    La parte che più mi è piaciuta è quella relativa a:
    “questo è un urlo disegnato ma ogni volta che lo guardo non è mai solo un tratto di penna, matita e colore, è anche e soprattutto suono e io riesco a sentirlo, sempre.”
    Ci sono degli autori che riescono dare il movimento al tratto.
    In tal senso per Miller è il maestro. In Sin City vi è una pagina in cui degli agenti salgono dalle scale. La pagina, supportata dalla sequenza delle precedenti vignette, ha un “movimento” straordinario ed irripetibile.
    La cosa che mi ha fatto specie è il fatto che quando l’ho rivista al cinema nell’omonimo film, benché fosse identica nelle inquadrature, non ho percepito la stessa idea di “vortice”.

    Non sono un appassionato degli X-men (non so per quale ragione i fumetti che sceglievo dopo alcuni numeri… chiudevano).
    Comunque Logan è un bel personaggio un po’ “sgrezzato” nella versione cinematografica. Il primo film degli X-men merita di sicuro di essere ricordato per la prima sequenza. Assolutamente memorabile.

  2. valeriacristina

    Ho letto anch’io il fumetto e visto il film, ho notato le differenze nel tratteggiare il personaggio di Logan, ma tutto quello che ha visto Lisa me lo sono perso … non mi rimane che andarlo a rileggere.
    Lisa scrive alla fine del post:
    “Ecco, un esempio della forza del disegno: questo è un urlo disegnato ma ogni volta che lo guardo non è mai solo un tratto di penna, matita e colore, è anche e soprattutto suono e io riesco a sentirlo, sempre.”
    L’ho letto più volte perché mi ricordava qualcosa … e stamattina il ricordo si è materializzato.
    A parte Sin City citato da Gerlando, che ho scoperto con il film e poi con il fumetto, l’immedesimazione con un personaggio il suo sentirlo a pelle e il muovermi con lui l’ho provato con “V for Vendetta”. Il fumetto mi dà i brividi, per quel qualcosa che sopravvive a degli esperimenti; per quel suo fare vendetta con un senso di giustizia, che mette in moto una serie di meccanismi per agire anche con giustizia nei confronti di esseri umani che in realtà non ama; per il percorso di consapevolezza che fa fare al suo adepto (quanto dolore c’è e quanta forza ne nasce). Il film non riesce a rendere tutto ciò … in realtà la pellicola cinematografica è ‘political correct’ il fumetto non ne ha necessità … per fortuna (la censura è una strana bestia).

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: