Sfide: Sicilvolley in testa.

sicilvolley.jpg

(Foto di Angelo Fanna)

E’ per me particolarmente emozionante scrivere questo post, dopo aver assistito ad una grande partita per la testa della classifica del campionato femminile di pallavolo di serie ‘D’, fra la Sicilvolley ed il Don Orione.

Lo è per diversi motivi:

  • è stato uno scontro tra due belle squadre, tecnicamente ed agonisticamente preparate e caparbie (non a caso sono entrambe in testa al campionato di serie);
  • è stato una partita agonisticamente corretta e tecnicamente interessante;
  • è stata una sfida coinvolgente: in ritardo di 2 set a 0, la Sicilvolley rimontava, vincendo, poi, la partita al tie break;
  • ed, infine, giocava nella Sicilvolley la mia dolce metà (e blogger de il Grande CoComero: Masetta).

Forse è sciocco sentirsi così orgogliosi per una partita, ma è così che mi sento.
E mentre soffrivo durante il corso della partita (sul due a zero era davvero dura), mi è venuto in mente il programma di Rai 3: Sfide. Quel programma in cui lo sport è un pretesto per raccontare delle storie e le partite sono narrate come battaglie.

C’è molto da raccontare durante una sfida agonistica, è come un microcosmo, come se il tempo all’improvviso si fermasse. I giocatori, il pubblico, l’arbitro, l’allenatore, le riserve, i loro caratteri, le loro decisioni, le loro scelte, la vittoria, la sconfitta… sembrano temi della vita.

La pallavolo è uno sport strano: gli avversari si guardano in faccia per tutto il tempo e non si toccano mai… ricorda un po’ la guerra fredda… Il contatto fisico viene esercitato attraverso il pallone che viene lanciato come un missile aldilà di quella cortina di ferro che è la rete. Ci si odia (in tutti gli sport in cui non c’è contato fisico l’aggressività è elevata), ci si detesta, ci si urla in faccia. Alla fine ci si da sempre una stretta di mano.
Assistere ad incontri come questo riconcilia con lo sport in generale: in campo solo passione e sudore.

(Altre foto le potete trovare qui) .

Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo

  1. gionni

    Non ho mai giocato seriamente a pallavolo, sono sempre stato un fervente praticante di calcio e calcetto.

    Nel corso delle mie partite di calcio e calcetto (di cui sono stato sempre un cultore), a parte divertirmi sempre molto ho – e non rigorosamente in quest’ordine – vinto, perso, segnato goal più o meno belli o fortunosi, parato, imprecato/bestemmiato (non ne vado fiero, ovvio), applaudito le giocate dei miei compagni di squadra o degli avversari.

    Ammetto di non essere sempre stato il comapgno di partite ideale, ma mi posso vantare di avere sempre giocato lealmente. Magari a muso duro, urlando, impartendo ai miei compagni “ordini” e suggerimenti il più delle volte assurdi e via dicendo, ma sempre sportivo.

    L’importante è che le risse, gli scazzi, le esplosioni d’ira rimanevano confinate alle linee bianche che delimitavano il campo; una volta finita la partita, la stretta di mano o la pacca sulle spalle sancivano la tregua, con compagni e avversari.

    Fino alla partita successiva, ovvio! 😀

    Rimpiango le centinaia di venerdì passate a calcare il campetto del Gonzaga. Ma assieme alla nostalgia, mi si piega la bocca in un sorriso alla foto di Masetta e delle sue compagne che festeggiano una vittoria che, a un certo punto, hanno forse creduto lontana, ma non hanno sicuramente mai smesso di cercare. You rock, girls!!!

  2. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Lo sport ti rende consapevole del fatto che l’importante è vincere perché, come diceva quel genio di Arthur, la volontà ti precede come forza cieca che in sé non ha alcuna direzione, se non quella che arbitrariamente gli dai tu, e la vita è un continuo oscillare tra il dolore per ciò che non si possiede ancora (nel caso dello sport la vittoria) e la noia per ciò che si è conquistato (es: la coppa. Te vedi, te la rivedi, te la lucidi, e poi?).
    Vincere è un’illusione necessaria (secondo l’altro genio filosofico che sono io… post schopenhaueriano), perché se alla somma delle vittorie sottrai la somma delle sconfitte capisci che Schopenhauer si era, forse, dimenticato del terzo fattore: il “culo”.
    Il “culo” è la prova ontologica che non esistono disegni divini su di te. Quando ti va bene la chiami la provvidenza; quando ti va male misterium iniquitatis. E poi il “culo” per vincere t e lo devi sempre fare: la fortuna non sempre fa miracoli. Quindi, brava Masetta!

  3. E’ bella questa foto che ritrae un abbraccio collettivo, forte e fiero della vittoria appena conquistata, quella che per intenderci ti fa piegare le ginocchia e sollevare i piedi da terra in tanti piccoli voli fisici che non sono mai solo tali. Vincere è bello, come lo è non il perdere ma il saper perdere con orgoglio e con la sicurezza di aver speso tutte le energie per non arrivare secondi, si perchè, appunto c’è sempre il “culo” (quello degli altri) che ci mette lo zampino e a volte ti frega alla grande.
    Non ho esperienze dirette di vittorie così palesi del corpo e dello spirito ma non trovo difficoltà nell’immaginare come ci si debba sentire sapendo che quel filo di sudore che ti scende per il corpo ha racchiuso ogni briciolo delle tue energie e ti ha portato esattamente lì dove volevi arrivare. E adesso è un sudore che ti godi per intero, goccia dopo goccia, è bello, è tuo. Io ne sarei orgogliosa, anche se sarà un sudore destinato a divenire dopo un pò solo un’ulteriore strato spazzato via dalla tua pelle, come quelli che lo hanno preceduto, perchè il domani è già alle porte e dovrai fare altre cose. Ma la sua presenza è un legante per ciò che si è fatto in passato e ciò che si sarà capaci di fare in futuro e per questo è sempre qualcosa di importante, come il gioco di squadra, in questo caso, e anche come una coppa in puro metallo laccato che ti ricorda, ogni volta che la guardi, lucidata o meno, che hai fatto una cosa in più nella vita e che l’hai fatta anche bene.
    Complimenti a Masetta e alla sua squadra.

  4. Alessandro

    Oh, ma mi pare che la numero 3 c’ha un bel culo, o no?

    Io tendo a preferire gli sport in cui ci si picchia, forte. O no?

  5. ale

    Ciaooo,stò cercando di sviluppare un blog giornale in cui gli articoli sono scritti dai blogger WordPress (o al limite se non hai tempo posso scriverti io un’articolo prendendolo dal tuo blog e rimandandolo al tuo blog…).
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    ti ringrazio anticipatamente e a presto

  6. masetta

    Grazie ragazzi per i complimenti… il campionato è ancora lungo ma questa vittoria è stata importantissima!!! Quando giochi una partita dove un solo errore può essere determinante… beh si fatica tanto ma se vinci… che goduria! Un bacione a tutti… e un grazie particolare ad Ale (ovviamente eheheh) 😉

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