Potter, … Harry Potter

Lisa questo post è colpa tua!!
La prima volta che ho visto il maghetto è stato al cinema. Ero con mia cugina e i suoi due bambini (allora bambini) … non pensavo che mi sarei emozionata. Eppure la storia mi colpì per il tentativo di separare nettamente il mondo magico da quello quotidiano in cui viviamo tutti. Con il binario 9 e ¾, il binario che non esiste per gli altri e che tu sai che c’è, ho ritrovato il mio amico immaginario di quando ero piccola (quanti di voi non l’hanno avuto?), la fata turchina di Cenerentola con la sua bacchetta magica; Flora, Fauna e Serena con le loro indecisioni; l’Orso Balù e la pantera Baghera tutori di un cucciolo di uomo; il piccolo Dumbo senza la mamma. Mi sono intenerita, lo ammetto, tanto che, in un ennesimo tentativo di non perdere la mia esile conoscenza dell’inglese, ho comprato il libro in lingua originale.
Poi non mi sono più interessata all’argomento, finché non mi sono impelagata in discussioni fiume con Lisa su libri, lettori e scrittura. A quel punto è stata la fine … se una raffinata lettrice come lei si è appassionata a tale lettura perché io no? Invidia? Probabile. La morale è stata che, iniziando dal quarto episodio (stavolta la lettura è avvenuta in lingua italiana), sono arrivata al sesto senza accorgermene e per essere certa di leggere anche l’attesissimo settimo capitolo della saga, ultimo o non ultimo vedremo, gliel’ho regalato per il compleanno ;¬) !!!!!!
La scrittura frizzante, la ricchezza del vocabolario, l’uso dei sinonimi mi ha fatto divorare le quasi o un poco più 4000 pagine in cui la Rowling racconta le avventure di un ragazzino di undici anni non molto carino, che porta un paio di occhiali e che ha un destino legato alla cicatrice che troneggia sulla sua fronte. Non nego che la storia mi pare un insieme non sempre ben amalgamato di tradizione irlandese, di letteratura fantastica (i riferimenti al mondo creato e descritto da Tolkien sono tanti) ed anche di luoghi comuni, in cui tutti i personaggi, che si avvicendano nei sette libri, ruotano attorno ad Harry Potter, ognuno con un proprio ruolo, in alcuni casi non così ben definito come appare all’inizio, in altri così cristallino da essere altamente prevedibile.
Ma sono una lettrice idrovora e mi appassiono alla lettura per la scelta delle parole nel raccontare qualcosa, come in questo caso, perché la storia in quel momento mi coinvolge particolarmente, perché mi solleticano i luoghi descritti. Come è anche probabile che lo abbia letto con gli stessi occhi di quando, a dieci anni, seguivo le avventure di Mister Fogg , del Corsaro Nero, del Capitano Nemo: entravo nel libro e viaggiavo in quel mondo fantastico scordandomi la mia stanza, il letto su cui ero distesa e non sentendo mia madre che chiamava per la merenda.

Un Commento

  1. lisa

    Si, probabilmente è colpa mia e prima, per onestà cronologica, è stata di qualcun’altro ma se le colpe devono essere di questo tipo, ben vengano. Un libro è sempre un libro (a parte quelli di b. v. e spazzatura similare) e io, pienamente consapevole che esistono Libri e libri, consiglio a tutti di fare questa lettura perchè anche se è chiaro che non stiamo parlando di alta letteratura è una lettura piacevole e divertente. Per me è come andare al cinema, mettersi comodi nella poltrona di velluto rosso e cancellare dalla testa ogni tipo di pensiero. Con l’aspetto positivo che i libri hanno sempre superato e di gran lunga i relativi film, cosa non indifferente, e che il piacevole passatempo dura più di due ore. E’ vero che nei libri ci sono chiari riferimenti al modo di Tolkien, (e penso alla letteratura del genere) ma è anche vero che l’autrice (almeno nei primi libri) è abile nel sapere riinventare con una fantasia molto personale qualcosa che in reltà è stato già inventato e il mondo fantastico risulta così fresco e geniale, pieno di novità viste con gli occhi di un bambino. Questo è un motivo per il quale penso che si possano tranquillamente investire un pò di ore del proprio tempo a leggere la storia del piccolo mago.
    Leggendo l’ultimo libro ho invece riscontrato una aspetto che non mi ha convinto del tutto e penso che possa essere dovuto alla forzatura imposta alla trama. Non so quanto siano vere le voci di minacce che l’autrice ha subito e alle quali si è dovuta piegare, ma se di verità si parla, credo sempre che un autore debba gestire la propria “creatura” per come meglio gli aggrada. Ma si sa, non è bene far morire la gallina dalle uova d’oro, senò che fine farà il business?

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