la nostra memoria: “un filo tenace”

“Non piangetemi, non chiamatemi povero. Muoio per aver servito un’idea”.
Guglielmo Jervis

In questo giorno ricordiamo quali siano “gli abissi” dell’animo umano.
Giorno nel quale si ricorda, non solo tutti coloro che hanno perso la vita nei campi di sterminio, ma anche tutte le vittime postume (suicide come Primo Levi) che non hanno retto al fatto di non sentirsi più esseri umani.

Ed è per questo che rifacendomi all’articolo di iomeneandrei Il piacere di leggere (è tanto)! Volevo che rimanesse traccia, memoria, in questo luogo, di questo giorno, anche attraverso un libro che consiglio, scritto dal figlio dell’autore di quella frase che campeggia in questo post:

Un Filo tenace. Lettere e memorie 1944-1969
di: Willy Jervis, Lucilla Jervis Rochat, Giorgio Agosti.
Editore: Bollati Boringhieri.

Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo
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