Il Clown dai denti bianchi e altri racconti

Faccio parte di quel 20% che in questi due giorni non è andato a votare. Era il 2002 quando lasciavo l’Italia, scappavo da i dolori post Genova G8, scappavo dal governo Berlusconi, da Palermo, e da tante altre cose.Da quando mi è stato concesso il diritto al voto a 18 anni, ho votato una volta sola, qualche anno fa per delle comunali credo, non mi ricordo, non cambia nulla. Il punto di questo scritto è proprio questo.Che non cambia nulla. Che la politica nazionale di un qualsiasi stato ormai non conta piu’ nulla. L’unica preoccupazione e funzione della politica nazionale oggi sembra quella di garante della sicurezza nazionale, in questo mondo che è pieno di paure, paure pensate e generate nella grande mensa dei potenti, delle multinazionali, dell’industria delle armi, paure da cui gli stati nazionali si impegnano a difendere i cittadini proponendo controlli alle frontiere, piu’ polizia per tutti, leggi anti-immigrazione, CPT e quant’altro.Il mondo è davvero Globale ormai. E oltre tutto sarebbe davvero ipocrita pensare di comprare in un discount alimentare dei pomodori che vengono dalla Polonia ( con tutto quello che il fatto che in Italia arrivino pomodori polacchi comporta, e quindi non solo un aumento della povertà del gusto diciamo così, ma soprattutto un aumento della povertà in generale,perchè ovviamente i contadini di qua vendono meno, i pomodori polacchi vengono comprati a cifre irrisorie per noi ma anche per loro che li producono,il tutto in piu’ genera un aumento enorme dei trasporti pesanti e quindi un aumento di co2 e quindi una crisi ecologica e quindi ancora piu’ povertà e incertezze e paure) e poi pensare di chiudere le frontiere ai poveri del mondo.Se il Fondo monetario internazionale e la Banca mondiale, cioè due dei piu’ importanti organismi che creano povertà al mondo, sono costretti a lanciare anche loro un allarme povertà, spiegando che non è sostenibile un aumento del 75% del prezzo di pane e riso, se anche loro si mettono un po’ paura, c’è da pensare. O ripensare. Forse leggendo quel che dice Zygmut Baumann. Forse pensando che in un mondo davvero globalizzato, in cui anche le paure ed i bisogni sono ormai identici,non è piu’ possibile cercare di risorvere in modi “locali”, problemi che sono globali. Se un miliardo di persone vive con meno di un dollaro al giorno,e la popolazione mondiale aumenta di 80 milioni l’anno, se le nostre case sono piene di oggetti prodotti da giganti multinazionali in Vietnam,India,Cina etc., e tutto questo ovviamente a prezzi ed in condizioni agghiaccianti per chi lavora per produrre questi oggetti,se insomma siamo noi stessi ogni giorno, con i nostri ideali e le nostre idee su un mondo migliore,a contribuire a tutto questo sistema da cui non è possibile uscire,  oggi compro un quaderno, un semplice quaderno a righe, e poi mi accorgo che è un Made in China, mio dio, insomma come si puo’ pensare a far soldi in maniere globali e occuparsi dei poveri che tutto questo crea in maniera locale. E cioè facciamo entrare le scarpe prodotte in Tailandia, pero’ i poveri dalla tailandia no no, proprio no….

Il Clown dai denti super bianchi vince perchè il mondo fa davvero schifo.Perchè la gente vuole piu’ sicurezza, meno immigrati, tutti individualisti, egoisti, chiusi nei loro SUV ( le auto carro armato giganti) che li proteggono da quei poveri che loro stessi creano ogni giorno, indifferenti, pensando di risolvere qualcosa chiudendo le frontiere e aumentando la polizia, pensando che gli stati nazionali servano ancora a qualcosa, ebbene è tutto crollato invece, gli stati e la politica sono davvero cambiati adesso. Prima la politica aveva tra le altre, la funzione di regolatrice dello status sociale ed economico di un paese. Oggi non piu’. Di sociale non è rimasto nulla, ormai è tutto individuale, l’economia non è piu’ un qualcosa di locale…

Mi chiedo a cosa serva andare a votare per l’elezione di un parlamento nazionale.Se non sia meglio ricominciare da se stessi, dai prorpi amori, dalle prorpie amicizie, dal pane fatto in casa e una bottiglia di vino in compagnia, e da un piccolo orto che germoglia dietro casa, da un gatto che mi gira intorno a cui piace ascoltare musica classica, ignaro di tutto quello di cui scrivo e penso adesso.La cosa piu’ triste tra le tante è che, signori, soluzioni non esistono.Perchè anche i Bio carburanti creano povertà. Perchè le varie rispettatissime Medicines sans frontieres, Amnesty International etc sono solo il mezzo con cui l’uomo occidentale tenta di riprendersi dall’enorme senso di colpa,perchè le cose non possono cambiare e basta, parabola in fase discendente, punto ultimo, buco nero.

Ai voglia a firmare petizioni on-line, tirare uova a Ferrara, andare alle manifestazioni anti G8, leggere l’ultimo libro della Klein, scendere in piazza,comprare frutta e verdura dal mio vicino contadino, cercare di fare arrestare i ladri che qualche mese fa volevano rubare il rame delle grondaie di casa mia, ma a che servirebbe farli arrestare ditemi, a che serve un povero in carcere in piu’, come posso pensare che in carcere sarà riabilitato, ri istruito, un uomo nuovo, non  piu’ violento, non piu’ malvagio, non piu’ ladro, forse anche non piu’ povero….ma per favore….le verdure del mio vicino sono solo piu’ buone per me, la pasta che faccio fresca in casa sono solo meglio per me, niente illusioni di vivere in modi eticamente corretti, niente illusioni di sviluppo sostenibile…infatti niente di niente…

 

 

 

  1. mafalduccia

    ….ma il guaio è anche ,fortemente per me come tu sai,che oltre a tutto questo schifo non riesco a coltivare le mie stupide illusioni…….
    Ecco perchè vorrei essere un indiano d’America a cui restano i pascoli del cielo …….con erba alta ,con animali che pascolano e con i canti degli uomini, delle donne e dei bambini…

  2. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Dagoberto, condivido pienamente quello che dici.
    Quest’anno sono andato a votare e per poco non mi arrestavano.
    Volevo avvalermi del diritto di non-voto, secondo un D.P.R del 1957.
    La polizia ha preso le difese di un tizio – ritengo che si trattasse di un rappresentante di lista – che mi ha insultato. Si sono tenuti per un po’ anche la mia carta di identità, dicendomi, alla fine, che la questura aveva detto che era una bufala quanto adducevo.
    Ho commesso l’errore di votare lo stesso – una volta scomodato -, e ho sbagliato.
    Sì è vero la politica non conta più, anche perché i fatti dimostrano che essa nasconde sempre, edulcorata, una qualche forma di dittatura.
    Dalle prossime elezioni non andrò più a votare: sto già preparando le valigie!

  3. valeriacristina

    Ma vedi se dobbiamo girare con il codice civile sotto il braccio per far valere le leggi!
    Anch’io condivido il post … mi è rimasta in mente la frase «…facciamo entrare le scarpe prodotte in Tailandia, pero’ i poveri dalla tailandia no no, proprio no…» … non lo ricordiamo mai.

  4. Dagoberto

    Cari CoChi,
    nel post che ho critto ieri vi è sicuramente il disagio che provo ultimamente nei confroti di tutto questo sistema di poteri…e le riposte positive per me si posono solo trovare in una vigilanza costante di tutti…inomma che non ci prendano per il culo piu’ del dovuto, e poi forse, e sarebbe davvero piu’ diciamo così importante, con gli Indiani d’america, o i Maori o per dirla meglio con la Natura ( quella con la N).Nel frattempo caro Fango, non disfare la valigia in quell’impulso tutto italiano di restare a casa che solo in Italia si mangia bene, sai ci sono tanti altri posti al mondo in cui si mangia davvero divinamente….( mi vengono in mente delle mangiate di pesce in Portogallo, la carne argentina, l’haggis in Scozia, aragoste in Nuova Zelanda…..) per qui vai Fango….!

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