Diario di Rondine – Amélie Nothomb

Amélie Nothomb
Diario di Rondine
Edizioni Voland
Euro 12,50
 

La Sig.ra Nothomb ed io ci siamo conosciute per caso una sera di febbraio, il 24 per l’esattezza, lei era seduta sul divano della Dandini, io sul mio…

Era tardi, ma la lettura del brano di un libro fece sì che rimanessi ancora acciambellata sul mio morbido scranno col mio scettro ad infrarossi in mano: il pezzo era tratto dal nuovo libro della scrittrice, Nè di Adamo nè di Eva. Quel piccolo estratto aveva solleticato i miei neuroni e quindi la decisione, di rimandare di un’altra mezz’ora il meritato riposo, fu presa in fretta. Vedere l’autrice di persona, con un eccentrico cappello, mi incuriosì ulteriormente così come l’intervista. Appena possibile, quindi, acquistai Diario di Rondine.

In genere se decido di iniziare a leggere un nuovo autore comincio con il primo romanzo dato alle stampe, per seguire la sua cronologia; altre volte mi capita di entrare in libreria e comprare un libro solo perchè mi ispira il titolo (in genere non leggo mai la quarta di copertina, mi rovina la lettura…così come non vedo i trailers dei film…), perchè mi piace la veste tipografica del libro, oppure la faccia dell’autore. Per esempio, ho iniziato a leggere i romanzi di Patrick O’Brian dal decimo, perchè provai una grande simpatia guardando la sua foto sul retro del libro. Questa tecnica non sempre funziona, a volte mi capitano delle cocenti delusioni, ma è il prezzo del rischio ;o)

Nel caso di Diario di rondine ho seguito la regola de “mi ispira il titolo”, anche se ho dato una sbirciatina al retro, dove i miei occhi hanno catturato qualche riga del testo:”…Per impedirmi un simile dolore, mi strappai il cuore…Decisi allora di uccidere le mie sensazioni…”. Queste parole mi hanno convinto ulteriormente ad acquistare il libro…volevo vedere che soluzione avrebbe trovato il protagonista per convivere con il suo dolore…La Sig.ra Nothomb aiuta il suo protagonista ad uscire da quello che definisce un  “suicidio sensoriale” con una buona dose di omicidi e di masturbazioni…che delusione!

Il libro non è per niente emozionante, il linguaggio è molto semplice, al limite dell’elementarità, così come i personaggi appena sbozzati…sembra di leggere una pagina di cronaca nera, più che un romanzo…la trama non coinvolge, è lì che ti guarda dalle pagine del libro e sembra dirti: “E’ inutile che cerchi di trovare un significato più profondo tra le mie pieghe…sono tutta qui”. Ma la cosa che ho trovato davvero aberrante è una scena in cui si giustifica uno dei personaggi, una ragazza adolescente, che uccide freddamente il padre a colpi di pistola perchè…ha letto il suo diario segreto…non ci sono parole.

Infine, durante la narrazione sono stati introdotti personaggi, luoghi, oggetti, ma tutto viene lasciato in sospeso; finita la novantanovesima pagina si cerca la centesima, perchè la storia non ha nè capo nè coda. Il diario? Che c’entrava il diario? Visto che è stato il movente di una strage, avrà una sua importanza…bhò, ai posteri l’ardua sentenza (Manzoni, perdonami…)

Sicuramente la sig.ra Nothomb avrà voluto descrivere il desolante mondo in cui viviamo, il non concluderlo sarà un simbolo della vita che è una retta, senza inizio nè fine…ma ciò non toglie che non sia riuscita, a mio parere, a farlo in maniera coinvolgente. 

Del libro che ho letto l’unica parte che si salva è quella riportata in quarta di copertina…sarà per questo che ce l’hanno messa? E’ l’unico brano che riesce a catturare il lettore. Il sospetto che anche per Nè di Adamo nè di Eva  la parte migliore sia quella letta durante la trasmissione, mi ha fortemente impedito di acquistarlo…ma non è detta l’ultima parola, una seconda opportunità non si nega a nessuno ;o)

  1. Io, invece, l’ho conosciuta nel salotto della Bignardi (io, nel mio), due anni fa. Mi piacque lei, e l’intervista. “la leggerò” pensai. “finalmente una autrice giovane, mi si accusa di leggere solo classici e autori noti, vetusti”.
    In uno di quei giri settimanali, in Feltrinelli, comprai (facendomi ispirare dal titolo) “L’igiene dell’assassino” (poi ho scoperto che è il suo primo romanzo, quello che le ha dato tanta notorietà).
    L’inizio fu interessante, la vicenda incuriosiva. Ho trovato il romanzo pretenzioso, e per questo banale. Anche in questo c’è un mistero da svelare e per farlo si affrontano la logica, interpretata dalla giornalista (femmina) e la scrittura dei racconti interpretata da un nobel della letteratura. Vince, ovviamente, la giovane, femmina giornalista. Tutto mescolato con i tratti forti della “psicologia della carne”.
    Non mi è piaciuto, mi è rimasta la curiosità e una domanda. Ma perchè ha avuto tanto successo?
    “Sei vecchia, non capisci più certa scrittura” ho passato il libro a mia figlia, è giovane.
    “Ma come ti viene di comprare certe libri” mi ha detto. Non le è piaciuto, per niente.
    Non è consolatorio. Comunque.
    Ieri, ho iniziato a leggere “Le catilinarie” sempre della Nothomb. Recidiva? No, spesso, compro i libri perchè ispirata da titolo. Dovevo essere disattenta, avrò pensato a Cicerone. Chissà, vediamo questa volta che succede.
    Ciao
    a.

  2. valeriacristina

    Anch’io ho trovato difficoltà a leggere uno dei suoi romanzi. Me ne avevano parlato, sono andata in libreria ed ho comprato “Antichrista” … io leggo la quarta di copertina e in alcuni casi apro a caso il libro e leggo. In questo caso solo la quarta di copertina … che mi ha entusiasmato. La lettura del romanzo è apparsa difficile fin dall’inizio. Non ho rinunziato, attribuendo parte della difficoltà ad un possibile ritmo, ad una scelta della parole, ad un uso della punteggiatura a me non familiari. Arrivata a metà, sono giunta alla conclusione che non mi piaceva, lo trovavo infantile ed era prevedibile tutto … anche la fine. Il che per me è grave: l’unico modo che io ho per capire come vada a finire un romanzo in anticipo, è sbirciare le ultime pagine …

  3. amelie

    che dire…io ne ho letti diversi e li ho trovati divertenti! tranne qualche eccezione…alcuni anche senza un senso vero e proprio ma per me è come entrare in un altro mondo e farsi un viaggio…la lettura mi sorprende e questo che mi piace!

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