Partiti i V2 di Beppe Grillo

Ieri sono andato, nel tardo pomeriggio, a firmare per il referendum con il quale si abolirebbe il finanziamento pubblico all’editoria, la legge Gasparri – che consente quell’anomalia italiana di nome Rete 4 – e l’ordine dei giornalisti (in vigore dal tempo del fascismo).
Ho notato a malincuore come la piazza (Castelnuovo) fosse completamente sguarnita di un numero adeguato, considerata la popolazione di una città come Palermo.
Contro coloro i quali sostengono che Beppe Grillo sia un qualunquista, o che, peggio, danno ascolto alle voci intenzionate a screditarlo, dico soltanto di riflettere: durante tutto il suo operato di comico e di analizzatore della società, Grillo ha avuto più grattacapi che vantaggi: ha dovuto affrontare centinaia di processi – con relative spese, ma regolarmente vinti per la fondatezza delle accuse mosse –, ed è dovuto scomparire, dal ’93, da tutte – dico tutte – le televisioni italiane.
Ritengo che in Italia ne esistano fin troppi – come direbbe Giorgio Gaber – di guardoni distaccati e intelligenti, che si sanno lamentare senza comprendere, invece, quanto oggi, per cambiare veramente le cose, si dovrebbero rivolgere a quei canali non ancora completamente imbrigliati dal potere (vedi la rete).
Non voglio tessere l’apologia di Grillo; dico soltanto che l’istanza del suo agire, e la quasi totalità di ciò che denuncia, risponde perfettamente ad un terrificante realtà politica molto vicina negli esiti ad una dittatura, che si mantiene in piedi, senza l’ausilio dei manganelli, per merito di una sorta di diffusa narcosi.

Svegliamoci per favore!

  1. Ti faccio una domanda: abbiamo bisogno di qualcuno che sia speculare a Bossi e Berlusconi?
    Piazze piene, urlo e volgarità e anche conflitto di interessi. Siccome i suoi spettacoli coincidono con le sue arringhe, voglio sperare che non mi faccia pagare più il biglietto 😉
    Non ti dirò che è qualunquista.
    Ieri l’ho seguito, ci sono filmati per ogni dove. Mi mette tristezza, ancora di più quelli che urlavano “vaffa” ad ogni punto dell’elenco (mi sembravano scimmiette)
    Abbiamo bisogno di tutta questa ritualità per svegliare la coscienza?.
    Non mi piacciono le masse nè di destra nè di sinistra. Ho preferito da sempre gli individui, mbè Grillo (al pari degli altri due) non mi pare che si rivolga a loro.

  2. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Ci sono cose che – per forza di cose – si devono fare in gruppo o in massa (come le orge o le partite di calcio).
    Non è il numero che mi spaventa. Ritengo infatti una pretenziosa illusione vantarsi autarchici: l’autonomia del singolo è un’invenzione di coloro che affrontano i problemi sociali da turista.
    Piuttosto mi sembra che si debba ritornare a scendere in piazza in un senso gaberiano: come partecipazione!
    Io sono un istintivo, e me ne vanto: penso con l’intestino; e non ne posso più di “guardoni distaccati e intelligenti” (ma non mi riferisco a te).
    Deduco però dal tono che tu non abbia mai fatto l’operaio: io sì!

    Ergo W Beppe Grillo!

    salutami Mauro

  3. (ahaha) Perchè che tono è?
    Ho fatto l’operaia, la bracciante e la disoccupata e l’intellettuale che va “ai cancelli delle fabbriche” e allora?
    Ho parlato di coscienza (consapevolezza) ed individuo non contrapponendoli ai numeri. Certo che per le orge e per le partite (queste non le ho mai praticate) bisogna essere in gruppo, ma voglio sperare, pure individualmente, altrimenti mi perderei il piacere 😉
    In piazza ci vado, ma non a comando, e senza dimenticare perchè sto lì. E se trovo che quello che sta sul palco non mi fa ridere, lo dico, anche se poi mi diranno intellettuale e guardona.
    L’autarchia non c’entra (tignosa proprio)
    L’intestino va pure bene, ma mettiamoci d’accordo su quale tratto 😛
    saluti a te

  4. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Se sai di qualche orgia chiamami allora!
    Ma mi raccomando… genere MILF (Mother I’d Like to Fuck).

    non scherzo!

  5. giosby

    Scrive Grillo (o chi per lui):

    “A chi fa paura la libera informazione? Chi è il lupo cattivo?”

    In effetti, a scrivere ho provato anch’io, negli spazi di Beppe, specie nel meet up, e tante volte mi hanno spazzato via !
    Chissà perché?

    http://mondogrillo.net/

    Per quelli che vogliono sempre chiedere, piuttosto che credere …

    o no?

    Ops dimenticavo, novità tra gli attori:

    http://www.sabinaguzzanti.it/?q=node/632

    Chi cerca trova …

  6. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Scusa giosby,

    innanzi tutto chi sei? Preso dall’euforia grilliana, gradirei anch’io il nome e cognome di chi mi vuole fare la morale. Per esempio, come puoi ben scorgere tu stesso, fangospaziale è al secolo Enrico Spedale.
    Veniamo a Grillo.
    Mi trovo perfettamente d’accordo con lui non perché io sia facilmente suggestionabile, ma per la semplice ragione che quello che dice l’ho sempre pensato da tempo.
    Parlare di costruire senza prima distruggere è come parlare di pace e amore universale con Toto Riina aspettandosi magari una conversione.
    Come si può mai pensare che il cambiamento possa provenire da chi, da questo sistema, ha tratto e continua a trarne immensi privilegi e benefici, per sé, per i propri figli, parenti, amici, ecc?
    Molti dicono – e suppongo tra questi ci sarai anche tu – che Grillo ottiene consensi da una larga fascia di “risentiti”, di uomini e donne che hanno il dente avvelenato per non essere riusciti ad inserirsi nel meccanismo: magari fosse così!
    Il “meccanismo” non ti fa partecipare perché i giochi sono stati già fatti prima, perché la regola non è “chi vince e chi perde”, ma “chi ha diritto di giocare e chi no”.

    Tu continua a fare il guardone “distaccato e intelligente”.

    Io continuerò a fare lo “stolto frustrato” in piazza e di piazza.

    hasta la vista!

  7. Enrico,
    non credo che giosby volesse fare “il guardone distaccato e intelligente”. Ha espresso solo la sua opinione.
    Sull’affare Grillo, sia fra i sostenitori, che fra i detrattori, quello che registro è molto astio. E’ una forma di “incazzatura” che non mi sembra produttiva, ma spesso fine a se stessa.

    Mi piace segnalare nuovamente un articolo condivisoda iomeneandrei qualche giorno addietro(che dovrebbe diventare una regola di civiltà):
    Le parole giuste per essere in disaccordo di Paul Graham
    http://www.internazionale.it/interblog/index.php?itemid=2447

    Ed in particolare:

    “Internet sta trasformando la scrittura in conversazione. Vent’anni fa gli scrittori scrivevano e i lettori leggevano. Oggi invece i lettori possono rispondere, e lo fanno regolarmente sui forum e nei blog. Molti di quelli che rispondono non sono d’accordo. Bisogna aspettarselo: essere d’accordo è meno divertente che essere in disaccordo.”

    Fare un passo indietro e vedere dove ci collochiamo sulla scala del disaccordo può aiutarci a passare all’argomentazione o alla confutazione. Ma il più grande vantaggio di imparare a essere in disaccordo è che migliora non solo la conversazione, ma anche l’umore delle persone che stanno partecipando alla discussione. Studiando le conversazioni, ci si rende conto che il livello zero contiene molta più cattiveria del livello sei.

    Non serve essere meschini quando si ha veramente qualcosa da dire. La cattiveria a quel punto diventa solo un ostacolo. Salire ai livelli più alti della scala del disaccordo rende le persone meno cattive, e quindi più felici. La maggior parte delle persone non si diverte a essere maleducata. Lo fa perché non può farne a meno.”

  8. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Chiedo scusa se sono stato aggressivo.

    Ma vedi il fatto, carissimo Gerlando, è che io sono il primo a muovere critiche verso me stesso, per quella semplice ragione che mi ha fatto constatare la mia passività in merito ad impegno civile.

    Nel video Grillo parla di democrazia dal basso, condotta da giovani che vanno – rispettando le leggi e le istituzioni – da questo o quell’assessore, per promuovere interventi concreti.
    Grillo non propone ricette (come hanno fatto fino ad ora la destra e la sinistra), ma regole di funzionamento diverse, in cui gli stessi cittadini possono diventare parte attiva.
    La democrazia, secondo me, si conquista attraverso una costante tensione dei singoli verso la verità dei fatti e delle possibili soluzioni: e qui l’informazione gioca un ruolo determinante. Ma se essa è manipolata – come è manipolata! -, allora diventa utopistico credere nei cambiamenti, o nel potere del voto.
    Egli non segue più le vecchie ideologie perché queste non consentono di mettere a fuoco un giusta visione del presente e delle trasformazioni che in esso vi operano.
    In merito alla categoria dei “risentiti”, anch’io ho provato a scrivermi al blog di Beppe Grillo con esiti negativi, ma non per questo mi sono adirato.

    Richiedo quindi scusa a tutti coloro che si sono sentiti aggrediti da me… ma consigliatemi almeno una buona nazione dove potere ricominciare.

    Grazie!

  9. mafalduccia

    Mafalduccia (al secolo Amalia Giovenco) pensa che quello che Enrico vuol comunicare ( e lo fa a suo modo ..come tutti noi) é valido ,a mio parere, per i seguenti motivi.
    Una premessa la devo comunque fare, ed é questa. Tutte le volte che vi sono in piazza molte persone,non cachetizzate dalle solite Istituzioni o da politici di lunga durata,questi ultimi dicono o che la gente é strumentalizzata o é spontaneista……..Che palle, sorry……..!!!!!!!!Loro sono gli unici in grado di valutare quella razza così difficile che è il genere umano,tral’altro tanto così monipolato per farlo diventare solo consumatore ache di nulla.
    Grillo ha il grande merito di informare ,con nome e cognomi e con fatti, tutti coloro che dovrebbero sapere ,in un paese libero e democratico, ed inoltre dà l’indicazione che il pololo sovrano siamo noi e che potremmo anche tentare di non pagare nessun tipo di “pizzo” .Un paese , in cui vorrei vivere ,pur sopportando un’economia di tipo capilistico, vi deve essere democrazia, welfare ,scuole super,ambiente possibile e fraternità.
    Niente é fine se stesso,per un semplice certo motivo .La vita ha una sua durata limitata e questo è l’unica fine certa.Il resto è vivere , coltivando tutte le emozioni possibili che danno un significato momentaneo al nostro, mio forse, stare sempre sulle barricate .Un abbraccio a tutti ed un grosso bacio a d Enrico.

  10. Allora, intervengo perché altrimenti sembra che giochiamo a non capirci:
    1. Non sono entrato nel merito dell’articolo di Enrico (Enrico conosce perfettamente il mio punto di vista sulla questione)
    2. ho solo detto che: giosby non mi è sembrato né tracotante, né tanto meno saccente. O sbaglio? Mi è sembrato che abbia espresso una sua legittima opinione (forse non approfondendola bene a mio personalissimo giudizio).
    3. In ultimo ho voluto segnalare un articolo interessante, che mi sebra direttamente riferito anche ai termini della questione grillesca: è solo uno spunto, NON E’ UNA CRITICA (lo sottolineo per non essere frainteso).
    In questo articolo si parla dei modi con cui si può esprimere il dissenso: a me sembra un argomento interessante e di attualità.

    Alcuni giorni fa avevo lasciato un commmento in un blog e (testimone iomeneandrei) sono letteralmente stato assalito da un tizio. Con andrea riflettevamo proprio su questo, che spesso la rabbia, a volte ingiustificata, ci porta a non vedere quanto possa arricchirela varietà delle opinioni.

    Sarà l’effetto del sovraffolamento della popolazione mondiale, mai ognuno di noi sembra che abbia fatto del suo corpo una rocca da proteggere ad ogni costo dagli assalti delle opinioni, delle contaminazioni, ed anche dei dissensi… Siamo tutti come in “Un giorno di ordinaria follia”: dobbiamo combattere contro i sopprusi della nostra società ed, in questa lotta, coinvolgiamo anche chi non c’entra niente (eppur colpevole…)

    Questo era il senso del mio commento, questo ciò che volevo comunicare.
    Apriamo pure un dibattito su quale sia il modo migliore per esprimere il dissenso.

  11. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Hai ragione da vendere, Gerlando.

    Giosby scusami di nuovo, ma la prossima volta cerca di essere un po’ più chiaro: in Italia per adesso c’è un’epidemia di aggressività, e io credo di esserne stato contagiato.

    Poi do un grande bacio e un grande grazie a te, mafalduccia. Apprezzo sempre il taglio esistenzialista che dai alle tue riflessioni, e poi il fatto che, come me, non dispensi visioni speranzose.

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