Silence, please…

Non è male osservare un periodo di silenzio all’interno de Il Grande CoComero, a meno che questo non sia l’indice di un disinteresse per questo luogo.

In una non più procrastinabile esigenza di rinnovo del Grande C. mi piacerebbe conoscere e condividere le vostre idee su come rinnovare editorialmente questo blog.
In pratica un rinnovo (se vi va) democratico e alla luce del sole.

P.S.

I commenti sebbene TUTTI BEN ACCETTI, sarano moderati dal sottoscritto, quindi, se non abbiamo nessuna proposta fattiva… il silenzio è d’oro 😉

(foto di trepelu)

Informazioni su Avv. Gerlando Gibilaro

Avvocato - esercita presso la Corte di Appello di Palermo

  1. Eleanor

    Ciao a tutti, miei cari CoComerini,

    avevo deciso di mantenermi dietro le quinte ed aspettare i commenti degli altri per poi aggiungere qualche mio suggerimento…ma nessuno si è fatto avanti. Ammetto di essere stata trattenuta sia dall’invito ad astenersi da commenti “non fattivi” sia dal fatto che essendo l’ultima arrivata, ho quel naturale ritegno a rivoluzionare un ambiente già consolidato…

    Quando Valeria, attraverso un link ad un suo post, mi ha catapultato nel fantastico mondo del blog, la mia vita ha subito una scossa…forse era anche il periodo non felicissimo che stavo, e sto attraversando, o semplicemente il fatto che una delle cose che mi reca più piacere è la discussione, intesa come amoroso scambio di idee. Quindi un luogo (virtuale o meno) dove poter confrontarmi con l’altro non poteva non solleticare il mio intelletto.

    Idee ne ho tante, ma molte le ho tenute da parte…perchè? Probabilmente per una forma di egoismo (l’idea è mia e se me la distruggi soffro come un pinguino all’equatore) , magari per viltà ed ansia da prestazione (sarò in grado di affrontare un impegno di post continui,nuovi ed interessanti?) o semplicemente perchè a volte si ha bisogno di una pacca sulla schiena o una sberla per incominciare: se il post e il mail di Gerlando siano da inserire nell’una o altra categoria, lo lascio scegliere a voi ;o)

    Ma veniamo alle mie proposte serie e fattive:

    0. Di blog in rete ce ne sono miliardi, quindi ci si potrebbe chiedere perchè farne un altro…come ho trovato scritto qui, quando l’ho visitato la prima volta, chi ha creato questo blog l’ha fatto “con la volontà di ricordare e di dare una casa comune al nostro tempo;
    con l’intenzione di condividere quanto abbiamo da raccontare “. E allora archiviamo ricordi e sensazioni, condividiamo e raccontiamo ciò che siamo, ma facciamo in modo che anche gli altri internauti sappiano che esistiamo…una sensazione che ho di questo blog è che sia un cirocolo chiuso, uno stagno…facciamolo diventare un lago con emissari ed immissari :o)

    1. Ognuno di noi ha delle qualità, anzi userei il termine da gioco di ruolo “skills”…c’è chi sa tutto sul giardinaggio, sul cinema coreano, sul punto croce…ma noi, o almeno il moderatore, sappiamo di cosa siamo capaci? Per iniziare potrebbe essere carino che ognuno di noi elenchi gl/l’argomenti/o in cui si sente più preparato ed ha voglia di dare un contributo al blog;

    2. Stabilire se nell’ambito di ciascuna categoria trattata, l’autore abbia una certa autonomia, oppure debba attenersi a delle regole generali;

    3. Assicurare un post a scadenza determinata (uno al giorno, alla settimana…);

    4. Divertirsi…credo che l’imperativo sia questo. Se non ci divertiamo, a mio giudizio, è meglio che lasciamo perdere…

    Per quanto mi riguarda, potrei assicurare un post mensile o settimanale su uno o più dei seguenti argomenti:

    Divulgazione scientifica: come alcuni sapranno sto tentando di laurearmi in Fisica; capire come funziona il mondo è, per quanto mi riguarda, appassionante; e, visto l’analfabetismo scientifico dilagante, direi che una categoria sulla scienza ci starebbe bene;

    Libri: la categoria esiste già; ma potremmo ampliarla con delle sottocategorie in base ai generi dei libri o magari creare discussioni su un tema commentando libri che lo trattano in maniera differente, magari da punti di vista opposti;

    Religioni e filosofie di vita: è un tema delicato, quindi potrebbe causare screzi all’interno del blog o con utenti, come dire, che usano parole forti…qui ci vorrebbe un accurato controllo del moderatore e/o di coloro che curano la rubrica; credo che potrebbe essere una categoria interessante…anche qui c’è molta ignoranza…conoscere è capire, magari non condividere, ma comprendere l’altro. Io sono cristiano-cattolica, ma mi interesso di teologia delle religioni ed ecumenismo.

    Se volete posso parlarvi anche del punto croce, di Star Trek, del linguaggio Maya, dei cartoni animati giapponesi, della musica anni ’80…e di centinaia di altre cose…purtroppo non ho molto tempo, ma mi piacerebbe davvero dare un contributo a questo blog.

  2. Sono uno di quelli che non scrive quasi più sul CoComero. E’ una casa che ho contribuito con enorme piacere a costruire e che continuo a custodire con lo stesso piacere, ma nella quale non mi sento più a mio agio.
    Come vorrei che fosse il CoComero? L’idea che mi è sempre piaciuta è quella espressa in un vecchio scambio tra “albionici”:
    http://snipurl.com/2ex9e

    E’ un qualcosa a cavallo tra una rivista mensile ed un wiki, e che si sposa con la possibilità di esprimersi nel proprio campo (cosa già evidenziata da Eleanor). Qualcosa con dei vincoli, che lasci ciascuno molto libero: un piccolo vincolo temporale e l’impegno di metterci qualcosa di proprio. Il grande cocomero dovrebbe essere proprio come una partita di bowling:
    http://snipurl.com/2exaw

    Che sia un wiki, un blog, un giornale online ha comuque poca importanza. Bastano un po’ di impegno e metterci del proprio (scusate la ripetizione).

    Non ho molto da aggiungere, se non dirvi che mi darebbe un piccolo dolore vedere appassire questo piccolo progetto a cui ho dedicato una piccola parte di me.

  3. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Continuazione da “albionici”:

    Pensando e ripensando, ritengo che la crisi sia cominciata a partire da
    me. Voglio dire che è stata forse la deriva personalista a trasformare ICG in un magazzino dove ognuno sfogava le proprie frustrazioni (ripeto: mi riferisco più che altro a me). Invece di apportare qualcosa di cui un po’ tutti potessero beneficiare, si è preferito il disordine, nel metodo e nel contenuto.
    Penso ad un modello vincente quando penso al post di Andrea, ad “Alice adsl”, che è diventato un imprevisto motore trainante di questa casa per la capacità che ha avuto di trasformarsi in un punto di riferimento per l’intero web… in materia.
    Ecco, forse… se tutti limitassero il piano personale o, quantomeno, facessero in modo da adattare la propria frustrazione ad un formato socialmente utile, si potrebbero accorciare la distanze che ultimamente ci hanno separato.
    Usando un’analogia, si potrebbe paragonare questa crisi all’effetto di una dieta troppo sbilanciata; dieta in cui nessuna pianificazione preventiva ha consentito di limitare le calorie, in quantità e qualità.

  4. gionni

    Per la serie, viva la coerenza… (ma il comment è solo una parte del più lungo delirio via mail)…

    Non so dire se il CoCo mi piace così; come già ebbi a dire quando la proposta fu esplicitata la prima volta, so per certo che non mi piacerebbe se diventasse un posto in cui tutti approfondiscono un tema nato da un mio post, o se mi fosse richiesto il “compitino” di sviscerare gli input di qualcun altro.
    Allora sì che sarebbe difficilissimo “metterci del proprio”; in fondo, ci metto del mio quando decido colori, disegno e cornice di un quadro.

    Come dice Eleanor, stabiliamo delle regole. Ma che non rappresentino un’imposizione. A mio modestissimo modo di vedere, le regole sono una cosa (condivisa), le imposizioni un’altra (unilaterale). Se mi va di scrivere dei luoghi di cui un post su un determinato libro parla, lo farò se e quando mi va.

    Personalmente, ho sempre provato un pò di fastidio nei confronti delle categorie: Eleanor, ben venga il post sulla scienza o sulle religioni, topic interessantissimo su cui tutti abbiamo le nostre idee in merito, ma non credo che creare delle categorie apposite possa rappresentare una soluzione valida. Nè mi piace che qualcuno si senta “obbligato” ad assicurare un post mensile o settimanale su questi e su tanti altri argomenti.

    Io personalmente alterno letture “impegnate” e fumetti; ma non voglio garantire post mensili, settimanali, semestrali o decennali sui fumetti (soprattutto US) che leggo. Se e quando mi andrà, ne scriverò.

    In definitiva, forse il CoCo mi piace così. Solo vorrei che fosse più partecipato, proprio in termini di frequenza. Gli spunti di rflessione condivisi a quel punto nascono dagli argomenti più disparati (e non categoricizzati) su cui verteranno i nostri post. Insomma, ci sarà più carne al fuoco e a quel punto – statisticamente – non si potrà non reagire.

  5. eleanor72

    Tirando un po’ le somme…

    Salve a tutti cari CoComeri amici della perfida Albione,

    ho inviato il mio primo commento sul blog, perchè così era stato richiesto da Gerlando; adesso, visto che mi sono un po’ confusa, rispondo anche qui…se il moderatore lo riterrà opportuno potrà facilmente eliminare queste mie righe dal blog.

    Oggi ho visto un’esplosione di mail su albionici, il mio povero pc non c’è abituato e si è un po’ spaventato…che dire?

    Sicuramente la provocazione, se tale era, ha funzionato…

    E’ evidente che sia Gerlando che Andrea volevano una proposta come la mia, ovvero qualcuno che si imegnasse a mandare un post periodicamente, ed infatti hanno gradito le mie posizioni…ed io che sono una che ama regole e codicilli non potevo che proporre una cosa del genere.

    Gionni, invece, è un anarchico della scrittura, scrive quando gli va, se gli va e di quello che gli va…un po’ come era impostato il blog per ora…essendo anarchico non ama regole ed imposizioni…in sostanza a lui il grande CoComero va bene così come è.

    Concordo con Enrico quando dice: “Forse ciò che proprio è stato evitato, e cioè il fatto di “sbottonarsi”, ha generato l’impasse da cui adesso sembra difficile uscirne. Abbiamo fatto come delle zie inglesi di fronte ad un tè coi biscotti: abbiamo parlato soltanto del tempo”, del resto è quello che ho fatto anche io.

    Ne ho parlato con Valeria…a proposito, visto che siamo in tema di “lavata di panni”, vorrei puntualizzare che io e Valeria siamo amiche di vecchia data e quindi ci vediamo e sentiamo spesso; di conseguenza commentare i suoi invii mi sembrava una cosa normalissima, ma finora mi sono trattenuta per non creare una sorta di club privato in cui ci capivamo solo noi due…anche questa cosa mi ha fatto sentire “non in famiglia”…è stato un mio errore, forse un’eccessiva delicatezza nei confronti di tutti gli altri, ma se l’idea del blog era quella di “un divano dove posizionarsi comodi e parlare di tutto”, forse avrei fatto bene a mettere da parte i “rimuginamenti” e commentare liberamente.

    Con Valeria ho parlato, invece, del fatto che mi sarebbe piaciuto mettere, per esempio, un articolo su Magdi Cristiano Allam, la sua vita, la sua conversione e altre cose, ma mi sono trattenuta per paur…sì, è stata proprio paura, paura di offendere qualcuno, paura di dover fronteggiare un mare di e-mail di scontenti, paura che quello che avevo da dire non interessasse nessuno (…il mio ego smisurato mi fa fare anche di queste cose…scusate).

    Forse dovremmo finirla di aver paura se vogliamo che il blog cresca e che diventi davvero un luogo di scambio di opinioni civile ed equilibrato; e se qualche volta sarà incivile e non equilibrato? Bhè, siamo tutti grandicelli abbastanza per gestire una conversazione con qualcuno che la pensi in maniera diametralmente opposta senza andargli a piantare un coltello nelle ruote della macchina…o no?

    Non credo che sia importante che tutti si prendano degli impegni fissi; chi ha bisogno, come me, della scadenza per produrre, avrà la sua scadenza, ma credo che debba rimanere la libertà di postare random su argomenti disparati.

    Due parole sulla risoluzione ONU “metterci del suo”: credo che Gerlando (correggimi se sbaglio) quando usa questa locuzione infelice voglia semplicemente indicare il lavoro di chi non si limita a commentare le parole di un altro, ma che apre discussioni nuove, che pone all’attenzione degli altri del materiale che ha parzialmente digerito o che ha prodotto ex novo.

    Ora, approvo la risoluzione, e bandirei la locuzione;

    anche perchè secondo me, anche commentando ognuno di noi “mette del suo”…per citare alcuni post (perchè sono in vena di rivoluzione): Valeria (La ranocchia violinista, oppure il Signor Pan di Zenzero, non mi sembrano post senza del suo) e Lisaconte con i post “Una sana invidia” e “Letture che sanano l’anima”.

    Eleanor

  6. Le proposte di Gerlando e Andrea mi pare che possano essere riassunte da due parole: competenza e condivisione.
    [Che poi dovrebbero essere la base minima per un progetto]
    Da questo punto di vista, forse, può risultare anche comprensibile l’empasse.
    Non si nasce imparati e spesso c’è bisogno di “prendersi le misure”.
    Competenza non vuol dire, per forza, esposizione pedante, se c’è la passione e la cura (il “proprio” di cui parla Gerlando, probabilmente) e condivisione non è pensare le stesse cose, ma la predisposizione, la curiosità, l’interesse e il gusto di far conoscere una applicazione, piuttosto che un cd; a raccontare impressioni e perplessità.
    Non sono siciliana, vivo in Puglia, sono “più adulta” di voi, ma mi trovo bene e ho letto dei bei post dei cocomeri.
    Sono stata chiacchierona, però quando è stato il momento di zittirmi, mi sono limitata a leggervi.
    Più difficile è (per ora) capire qual è il mio “posto” qua dentro. Se ci saranno spazi di competenza e condivisione sarò contenta di riempirli.
    Intanto l’idea di Andrea (tra rivista e wiki) mi piace, e resto a disposizione.
    Un abbraccio a tutti

  7. lisa

    Cercherò di essere breve.
    Prima di tutto: dal momento che siamo soggetti pensanti ogni cosa che scriviamo è frutto anche del nostro modo particolare di essere, quindi del “nostro” ce lo metteremmo sempre, e a me questo aspetto non dispiace perchè sennò non saremmo in grado di distinguerci l’uno dall’altro.
    Secondo: la censura nel G.C., a mio avviso, non c’è mai stata e se ci fosse stata l’avrei gradita per quei commenti che sviavano dal senso originale del post o quando diventavano strazianti messaggi di difficili stati d’animo (del tutto rispettabili ma esuli dal dato contesto).
    Terzo: confesso che a volte ho usato anche io il blog per esprimere le mie disfatte emotive e me ne pento perchè probabilmente ho contribuito a rendere il G.C. un raccoglitore di sfoghi dell’anima. Ma me ne pento a metà, perchè l’ho fatto con l’intenzione di condividere qualcosa che secondo me era bello.
    Quarto: preferisco sempre che qualcuno commenti un dato post con critiche costruttive perchè siamo abbastanza grandi da “reggere” e controbattere il punto di vista degli altri. Mi piace il silenzio (che a volte,appunto, è d’oro) e mi sorprende (negativamente) l’aggressività di alcuni commenti (che c’è stata), mi piace la pacatezza che non coincide affatto con la stupidità. Se non ho niente da dire non lo scrivo e questo non significa che non ho fatto mio quello che ho appena letto.
    Quinto: panni sporchi non ce ne sono, perchè non c’è biancheria da lavare se di mezzo c’è un processo creativo e costruttivo (di qualsiasi genere e che ci porti a metterci in discussione).
    Sesto: Io sono per il progetto del “giornale” e l’impegno periodico ha il pregio di stimolare la mia indole pigra. Non sono una autrice versatile, ve ne sarete accorti, ma quando scrivo di quello che più mi piace, mi diverto e, come è stato già detto, il divertimento è un punto basilare di questo progetto. Sono per le idee già espresse da Andrea (http://snipurl.com/2ex9e) e penso che le proposte di Eleonor siano da analizzare con attenzione. Ma, in linea di massina, non credo alle vie di mezzo.
    Settimo: se ho dimenticato qualcosa è perchè ho un brutto mal di testa.
    Ottavo: lo so che non avete chiesto il mio pensiero al dettaglio ma io, leggendo un pò tutto, ho deciso di dire la mia.
    E per ultimo: la foto è esplicativa ma mi ha subito messo un pò di angoscia addosso (ho cercato la provenienza dell’immagine ritratta e dopo ho capito tutto…)

  8. A mio avviso Ange ha usato due parole che possono davvero essere il cuore del blog manifesto:
    competenza e condivisione.

    Competenza nel trattare i temi non vuol dire essere dei professionisti del tema trattato, ma aver dedicato del tempo (e della riflessione) al tema che si vuole trattare nel proprio contributo. Non è vero che tutto ciò che scriviamo ci identifica (ed è nostro) sol perché proviene da noi (e sul punto sono pronto a confrontarmi con quanti sostengono il contrario).

    Condivisione è un tema a me particolarmente caro (Enrico ed Andrea sanno quanto in quanto da diverso tempo che sto cercando di scrivere un articolo sul tema da pubblicare su inDiritto).

    A questo punto, per non perderci in innumerevoli chiacchiere, e visto che tutti, a vario livello manifestano l’idea di un cambiamento che non sia solo di stile ma anche di contenuti, io sono per l’idea di una pubblicazione periodica su di un tema guardato da diversi punti di vista.
    secondo lo schema http://snipurl.com/2ex9e.
    Questa era sempre stata la mia idea di evoluzione di questo blog.
    Se l’idea piace possiamo continuare ad approfondirla nei suoi aspetti.

  9. gionni

    [… Non è vero che tutto ciò che scriviamo ci identifica (ed è nostro) sol perché proviene da noi (e sul punto sono pronto a confrontarmi con quanti sostengono il contrario)…]

    Pensavo di averlo stimolato già un confronto, ma evidentemente mi sbagliavo, anche perchè non è mai arrivato… Beh, raccolgo la sfida: mi spiegate cosa, secondo voi (e vi coinvolgo tutti, vista la scelta della “pubblicità”), rende veramente “nostro” quello di cui scriviamo?

    Chissà perchè, nonostante i bei giri di parole programmatiche mi sembra essere questo il vero punto focale della questione…

    Incidentalmente: avrei approfittato del mio viaggio in treno per Milano di questo pomeriggio per scrivere un post e riprendere l’attività dopo la sosta ma, visti gli orientamenti, immagino che sarebbe “fuori tema”.

  10. mi spiegate cosa, secondo voi (e vi coinvolgo tutti, vista la scelta della “pubblicità”), rende veramente “nostro” quello di cui scriviamo?

    La riflessione, gionni, il fatto di averci dedicato del tempo, il fatto di averci anche sofferto sopra, il fatto di non pubblicare la prima cosa che viene in testa, ma di aver curato il propri pensieri sia nei contenuti che nell’esposizione.
    Malcom X (ho rivisto il film ieri) diceva più o meno “i figli sono nostri quando ci dedichiamo a loro. Tutti sono capaci di fare un figlio, ma pochi sono quelli che sanno essere padri (o madri)”.

    Se immaginiamo le idee e gli articoli come i figli, ecco questo fa la differenza fra un post buttato lì a casaccio, ed un post che invece è frutto di riflessione e che ci identifica… Che è nostro.

    Detto questo non capisco davvero tutto questo astio, come se io, o non so chi altro, ti abbia in qualche modo infastidito, offeso, ovvero reso una qualche ingiustizia.

    Io ho semplicemente buttato una proposta costruttiva e non distruttiva. Se in qualche modo ti ho offeso, davvero mi scuso, ma continuo a non capire tutto questo risentimento.
    I post su il Grande Cocomero si possono continuare a scrivere LIBERAMENTE, come sempre si è fatto.

    Inoltre, rendere pubblica questa discussione, a mio avviso, arricchisce i contenuti di questo blog.

    Il punto della situazione è SOLO questo: VI VA DI FARE DEL GRANDE COCOMERO UNA COSA NUOVA E DIVERSA, MAGARI PIU’ COINVOLGENTE?
    Dentro questa idea c’è anche la necessità di un impegno diverso, con degli articoli più studiati. E’ un problema?

    Il Grande C. è nato per unire e non per dividere.
    E cosa c’è di meglio che poter guardare a ciò che ci circonda attraverso il caledeoscopio delle esperienze di ciascuno?
    Ho pensato ad una svolta proprio per questo motivo, per cominciare una avventura nuova insieme.
    Prendere un argomento (deciso a turno), ad esempio, e poterlo arricchire con le idee e le competenze di ognuno. Questa è solo una proposta. Altro discorso è far prende corpo a questa idea concretamente.
    Come dire: costruiamo una casa in montagna. Sì bello, ma la differenza è data dal progetto, dai materiali, dal luogo, dall’arredamento, dalla sostenibilità ambientale…
    E così come su il grande c.

    Detto questo spero davvero di non aver offeso alcuno degli autori del grande c. dicendo che avrei moderato i commenti. La moderazione non è censura.
    E non posso dimenticare che, anche tu gionni, ti sei lamentato dei commenti su alcuni dei tuoi post (The Cure, ad esempio).
    Io vorrei solo che qui nascessero liberamente e pubblicamente delle idee e che le stesse prendessero vita sostanza.
    Un abbraccio.

  11. valeriacristina

    L’idea, proposta da Andy, di guardare da più punti di vista e da varie angolature un tema o argomento è molto interessante e arricchente per ognuno di noi. E sono certa che siamo tutti d’accordo nel volerla mettere in pratica.
    Una cosa però non mi è chiara: sarà l’unico modo di essere del COCO? Oppure sarà una sezione del COCO? Sto pensando ad una struttura con più ambienti: uno spazio dedicato ad un tema da sviluppare; delle categorie da riempiere (libri, fumetti, cinema, teatro, cibo, ecc.) con articoli “giornalistici” se vogliamo; una zona del divano in cui raccontarsi stonerebbe troppo? Il fatto di avere più possibilità di interagire non ci permetterebbe di esprimere le nostre mille sfaccettature? Non eviterebbe lunghi silenzi perché non si ha un posto dove poter scrivere, mettere una foto o altro? Capisco che esiste anche il rovescio della medaglia: potremmo non sentirci mai attratti dal tema da sviluppare, ma intaseremmo il lato del divano dedicato al tè (ovviamente parlo per me). Probabilmente sono poco incline alle strade obbligate, mi piace avere una via di fuga … il che non significa che se il COCO dovesse prendere una sola direzione non parteciperei. Magari ci saranno volte in cui non avrò niente da dire perché non ho argomenti per arricchire la discussione e potrò solo leggere … e spero che questo non crei problemi.
    Ora se siamo già proiettati verso la fase operativa se mi spiegate come poter dare una mano fattivamente (dove recuperare la calce e i mattoni e, soprattutto, come costruire senza far crollare nulla) farò la mia parte.
    Domanda che non c’entra niente: Gerlando come hai fatto a metetre nei tuoi commenti alcune parole in grassetto?

  12. Parto da alcune nostre frasi, rubate da questa discussione.

    Eleanor

    “Assicurare un post a scadenza determinata”

    Enrico

    “Invece di apportare qualcosa di cui un po’ tutti potessero beneficiare, si è preferito il disordine, nel metodo e nel contenuto”

    Andrea

    “Qualcosa con dei vincoli, che lasci ciascuno molto libero”

    Gionni

    “stabiliamo delle regole. Ma che non rappresentino un’imposizione.”

    Ange

    “se c’è la passione e la cura …”

    Sono frasi, e pezzi di frasi in cui io leggo la voglia di rendere questo spazio più ordinato e più curato.

    Altro punto comune a più di un commento, è quello di rendere questo orto aperto a tutti (non deve essere un “giardino chiuso”). E’ una delle critiche più vecchie fatte a questo spazio (quando eravamo soltanto in tre) e che ha molto di vero. Non ci dobbiamo rivolgere al mondo, ma nemmeno soltanto a noi stessi.

    Letti i commenti, siamo tutti orientati a cambiare forma e struttura a questo blog. Soltanto gionni lo lascerebbe più o meno così come è, soltanto vorrebbe che “fosse più partecipato, proprio in termini di frequenza”.

    C’è da evidenziare l’assenza di partecipazione di alcuni degli autori. Alcuni sono assenti da molto tempo, altri da meno, altri ancora soltanto rispetto a questa discussione. Sarei per traghettare il loro silenzio dentro le nostre eventuali nuove scelte. Male che vada rimarranno ancora silenti.

    La proposta dei post a tema, con una scadenza temporale (1 al mese, ogni 2 mesi, quello che sia) è al momento quella più gradita e passerei ad attivarla. Vorrei in tal senso però chiarire come la vedo:
    – il grande CoComero non sarà soltanto questo, ma i post a tema, dovrebbero occupare il centro dello spazio visivo
    – nella colonna centrale non più gli ultimi 10 post, ma un testo introduttivo all’argomento del momento (i.e. Moby Dick)
    – i post alla vecchia maniera saranno sempre possibili, e sempre non censurati da alcuno
    – lo stesso si dica per i commenti
    – i post alla vecchia maniera li metterei in una colonna laterale, visibile in tutte le pagine del sito. Ci sarà comunque la possibilità di vedere i post nella modalità attuale cliccando anche su un tasto (qualcosa come “il nostro Blog” )
    – la terza sezione a cui dare importanza vorrei che fosse quella che attualmente si chiama “Cosa leggiamo sul web …”. Anche per questa sia uno spazio in una colonna laterale (come avviene attualmente), sia una con i vari “consigli per la lettura” esplosi in una pagina dedicata con la possibilità anche di commentare (e/o di votare) le “stronzatelle” che spesso ci sono elencate. Al momento popoliamo questo elenco io, gerlando e qualche volta valeria. Partecipare a questo spazio è molto facile, e se siete interessati io e gerlando vi daremo spiegazioni

    Fatemi sapere che ne pensate. E’ soltanto una proposta.

  13. valeriacristina

    Stupendo! Meraviglioso! Mi sento più leggera!
    Confesso che temevo l’arenamento della nave e invece …
    Se mi dite come dare una mano … ve le darò tutte e due!
    :¬))))))))))))))))))))))

  14. Volendo ricominciare a postare, post “alla vecchia maniera” (nel mio caso, foto e parole o resoconti di concerti) che si fa?
    Praticamente, si aspetta il nuovo layout, che riorganizzi gli spazi e la grafica oppure si continua, normalmente, che tanto poi “qualcuno” sposterà i post?
    Grazie
    Abbraccio a tutte/i

  15. Ciao ange,
    chiunque voglia postare alla vecchia maniera, lo può fare da subito. La nuova maniera, se verrà, sarà una scelta comune ed a tutti verranno date le istruzioni del caso.
    Che ne pensi della struttura abbozzata nel mio precedente commento?

    Un abbraccio anche a te,

    a

  16. Chi tace acconsente… dunque.
    Infatti, idealmente, ero passata alla fase pratica ed ero curiosa di vedere “la struttura”.

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