Siamo tutti figli di Alberto Camerini

Secondo me, bisogna considerare tutto, ma proprio tutto, prima di analizzare le ragioni che hanno portato la nostra generazione a dover pagare il pegno esistenziale del debito pubblico.

Esiste sempre, da qualche parte, un ricordo che ci vede coinvolti quali inconsapevoli attori della dilagante imbecillità. E in effetti basta poco: andare di notte a casa di un ‘grande amico’ (Gerlando); vagare nei ricordi ascoltando in sequenza – senza un apparente senso logico – i Lynard Skynard, The Marshall Tucker Band, Captain Beefheart & His Magic Band, Fleetwood Mac, Alberto Camerini (con una pausa Baltimora), e rivivere in un attimo il senso nascosto degli anni ’80.
Chi non ha mai visto né ascoltato Alberto Camerini? Chi non si è sentito, per almeno una frazione di secondo, un po’ coglione? – sublimando magari il tutto in quel senso di modernità e avveniristica tecnologia che soltanto l’utilizzo del Commodore 64 sapeva prospettare.

Questo folletto (pop,rock,bit,punk,trash,ecc) andrebbe studiato nelle università per le influenze che ha saputo esercitare nella concezione estetica di Franco Battiato, ma, soprattutto, per quella “fissa” per le lingue con le quali, successivamente, il catanese-mitteleuropeo condirà il proprio misticismo da ‘per molti ma non per tutti’, quel misticismo che da sempre affonda le proprie radici nel terreno concimato con lo sterco del diavolo.

Personalmente, al posto di Umberto Eco, gli avrei anche dato una laurea onoris causa in DAMS – non a Vasco Rossi, né a quel paraculo di Benigni.

Perché Dante, Camerini, non avrebbe saputo dove metterlo!

Dimenticavo… Howard Jones! L’abbiamo ascoltato prima di Alberto Camerini… d’obbligo la sua citazione.

  1. I testi sono chiaramente di Battiato, sia nella ritmica delle parole, sia nel gusto esterofilo ovvero quello di inserire a casaccio incisi adoperando vocaboli stranieri, sia nella sconnessione logico sequenziale del discorso.
    La musica: anche quella è di Battiato. Come dimenticare quel gusto per l’elettronica “magistralmente sintetizzato” dagli album Fetus/Pollution.
    Le movenze: anche quelle sono di Battiato ivi compresa la goffa danza robotica. Memorabile quando si “freezza” in controluce con una gamba ed un braccio sollevati (di pura ispirazione manga).

    Detto questo Battiato ha avuto fortuna perché per “cuccare” (e usiamoli questi termini anni ’80) si travestiva da intellettuale;
    Camerini, invece, dà sempre l’impressione che stia pensando:
    “guarda che mi tocca fa’ pe’ campà”.

    E’ stata una serata bellissima piena di stimoli audiovisivi e di imprevedibili percorsi sonori.
    E’ pericoloso ascoltare la musica: nota dopo nota non si può mai sapere dove si va a parare.

    P.S.
    Non ho nulla contro il Sig. Franco: adoro molti dei suoi Album.
    E’ solo che ODIO il professore, l’asceta ed il mistico Dr. Battiato.

  2. Caro enry 😉
    sfondi una porte aperta.
    Io se devo fare il cd per una festa, metto sempre Tanz Bambolina (tanzen tanzen tanzen).
    Di più. Come ho scritto in un altro post, io sono l’italiano medio che fischia e canta per strada ad un volume non basso. Quando capita di essere in compagnia di amici e/o parenti, di solito prendono un’altra strada per la vergogna. E cosa canto? Ovviamente “come faccio a dirti vuoi ballar con me se non riesco a dirti voglio star con te …”.
    Di più. Se alle feste mettono il mio cd, io al momento giusto (all’assolo elettronico) inizio a ballare come un ròbot.
    Ovviamente non sono monomaniaco e vario la scelta, ma giuro che non si tratta di semplice anedottica buona per i blog.
    D’accordo sulla laurea.

    Scusami adesso devo smettere di scrivere, devo andare a cantare!!!

  3. fangospaziale

    Praticamente con questo commento hai scritto quasi un post.
    La tua analisi sembra essere stata concepita a due mani da Silver e da Scaruffi.

    Verissima!

  4. fangospaziale

    Lo stesso vale per te iomeneandrei… con questo commento hai scritto un altro post.

    Cocomeresi… fatevi avanti!

  5. Dr. Battiato

    Salve,
    sono il Dr. Battiato e mi dissocio da quanto contenuto nell’articolo e nei commenti, riservandomi di agire legalmente (Klage, lawsuit, procès) nei confronti di tutti coloro che intendono attribuire paternità musicali (Vaderschapstest, Isyys, 친자 )o suggerire paragoni tra me ed il Sig. Camerini.
    Tanzen, tanzen, tanzen.

    P.S.
    Non c’è nulla di male nel rimanere con un braccio ed una gamba alzati, io ad esempio lo faccio spesso come mi hanno insegnato i danzatori bulgari.

  6. fangospaziale

    Che onore averLa ospite nel nostro blog.
    Non deve prendere tutto alla lettera… le critiche ci rendono agli occhi altrui intellettuali… un po’ come fa Lei con quei testi complicati.
    Ci saluti Manlio Sgalambro.

  7. Si può sempre – come si dice – proporre una azione legale per disconoscimento di paternità.
    Gerlando è stato davvero bravo, laddove io ho sempre usato un termine per definire Battiato: “paraculo”; il tempo ci fa diventare indulgenti e … ironici
    Alberto Camerini ha avuto una sua parte, “impegnata”, nella musica dei tardi anni settanta (Parco Lambro e collaborazioni importanti, con Finardi, Fabbri). Poi anche per lui, come per altri, arrivarono gli anni ’80, del riflusso.
    Saluti affettuosi ai cocomeri

  8. fangospaziale (Enrico Spedale)

    Ciao Ange,

    i migliori post sono questi, quelli che parlano di storia (anche se del costume pur sempre di storia trattasi).
    In merito a Battiato… è un “grande”, anche un po’ “figlio di sua madre”.
    D’altronde per anni i pionieri della sperimentazione “kolta”, o demenziale che dir si voglia, si sono immolati al ridicolo per svecchiare l’italietta di Claudio Villa e di Nilla Pizzi.
    Al di là dell’ironia – o autoironia, in prima fila tra quei coglioni che li ascoltava c’ero io – è interessante notare quanto si fosse semplici e ingenui.
    Nel “video tanzen”, per esempio, non si capisce cosa facciano in controcampo sullo sfondo quei ballerini che si muovono come ignari degenti di un ospedale psichiatrico. Ciò malgrado tutto risultava normale, perché rimbecilliti, non tanto da Camerini (assolutamente innocuo in tal senso) quanto da un sistema che ci stava dirigendo verso un trash non soltanto di costume bensì valoriale.

  9. terzodestriero

    Buon Einrich, la ybris di cui ci facciamo carico e che scontiamo geneticamente nel lento trascorrere delle generazioni non è tanto quella di aver ascoltato, dandogli credito musicale, i pezzi di Camerini ( ma che dire dei new trolls, dei Cugini di Campagna, della The Steve Roger’s band – remeber le tonalità dimessamente crepuscolari delle canzoni di quest’ultima? “Alzati la gonna e fammi vedere cosa c’è da fare…”), ma quella di riuscire a considerare oggi Gigi D’Alessio un cantante “impegnato” o di concedere a Battiato il lusso di incazzarsi se il pubblico esprime il proprio disappunto quando cede il microfono a Sgalambro per consentirgli di starnazzare qualche nota durante i concerti similritualiliturgici con cui gira i teatri d’Italia. Allora ti viene da pensare: cazzo, vuoi vedere che non ho capito niente e che aveva ragione Camerini a fare quella musica???

  10. Signor Franco

    Salve a tutti,
    è vero: anche io a volte non tollero il Dr. Battiato. I miei concerti sono molto più divertenti dei suoi: ad esempio in questo mi sono divertito moltissimo… specialmente quando imito Vasco Rossi.

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