Sabato

(foto di enrico spedale)

Come il tempo atmosferico gli stati d’animo cambiano. Magari una variazione in favore della bassa pressione per ritrovarsi davanti a lei: la solitudine.
La felicità o, meglio, la serenità sopraggiunge senza dare preavvisi. Viene a trovarci senza apparenti ragioni, spingendoci in quell’angolo della coscienza nel quale in uno si è già in troppi.
Oltre gli opposti, “quasi” oltre il bene e il male, il mondo è presente, ma lontano. Lo si guarda come dal finestrino di un aereo in fase di decollo… si allontana, e uno strano desiderio di non ritorno si impossessa di noi.
Com’è strano il sabato… Dalla notte dei tempi esso ci aiuta a obnubilare noi stessi.
E’ uno strano rito, religiosamente pagano, un’invocazione al nulla, un fantasma che si traveste di rumori e di risa per invitarci alla sua mensa:
ma nel piatto ci siamo noi.

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