Le librerie, io e un libro

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Io amo le recensioni, le leggo, cerco di capire se un libro possa piacermi e mi fiondo in libreria ad annusare l’oggetto dei miei desideri (ebbene sì, sono una che annusa il libro … cosa poi senta, questa è un’altra storia!). E’ quello che ho fatto circa un mese fa, essendomi incuriosita per una recensione trovata su un giornale. Ho preso il libro e ho aperto a caso delle pagine … e non è stato amore a prima vista! Ho continuato a guardare pezzi, leggiucchiato un poco di qua e un poco di là e più cercavo di farmelo piacere, più mi ritrovavo convinta che non avrei mai pagato un soldo per quel libro. La delusione è stata enorme, non so se perché basata su una recensione scritta certamente per accattivare e quindi priva di fondamento e per questo foriera di delusioni, oppure perché il genere non era il mio.
Sta di fatto che non volevo assolutamente uscire dalla libreria senza un libro, un libro che mi convincesse. Il reparto novità è una trappola mortale: le quarte di copertina sono piene di entusiasmo, le seconde di copertina pretendono di sviscerare le storie come neanche gli autori saprebbero fare (e in alcuni casi chi le scrive vede fili conduttori che nelle storie non ci sono). E così tra un sopracciglio esterrefatto per le quarte di copertina, e la faccia sempre più triste e sconsolata immersa in parole che per me non formavano frasi accattivanti, mi sono imbattuta in Una testa selvatica. Ho aperto a caso e ho iniziato a leggere, ho riaperto a caso e ho iniziato ad entrare nel libro, a sedermi accanto ai personaggi, a immaginarmeli. Il passo verso la cassa è stato un evento naturale.
Ho iniziato la lettura la sera stessa e mi sono appassionata alla scrittura, alla scelta delle parole, a delle frasi che erano belle per la loro semplicità. Rapita dalla lettura come non mi capitava da tempo, ho continuato a desiderare il momento in cui avrei avuto tra le mani le pagine del libro, e sono andata avanti per qualche giorno, finché non ho realizzato che lo avrei finito in una settimana. Ma io non volevo che finisse, volevo gustarlo a lungo, iterare per giorni quelle parole, quelle frasi, le immagini che affioravano alla superficie della mia mente, non volevo rinunciare al film che giravo ogni sera leggendo quel libro. Ho iniziato a centellinarmelo, come un buon vino, poche pagine ogni sera, anche se poi magari sapevo che non avrei preso sonno subito, nell’attesa dell’arrivo di Morfeo, continuavo a ripercorre le pagine lette … ho impiegato più di venti giorni per leggere centottantanove pagine.
Una follia, potremmo dire, ma una gran bella follia!
Buona lettura a tutti.

Marie-Sabine Roger
Una testa selvatica,
trad. Francesco Bruni
Ponte alle Grazie
Pagg. 189, 13 euro

Un Commento

  1. Deliziosa descrizione.. anche io annuso i libri.. 🙂
    buona lettura Lisa

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